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American Thinker: media hanno trascinato gli USA nella crisi delle “bufale”

© REUTERS / Jonathan ErnstLa Clinton e Trump
La Clinton e Trump - Sputnik Italia
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Dall’inizio del XX secolo gli Stati Uniti non hanno mai vissuto una crisi tale come quella di oggi, creata dai media che pubblicano notizie false, scrive la testata The American Thinker.

Gli Stati Uniti sono stati travolti da una "psicosi" simile a quella che colpì la società nel 1968. Tuttavia se all'epoca le cause dell'insoddisfazione degli americani erano totalmente reali, come la guerra in Vietnam e l'assassinio di Martin Luther King, tutto quello che sta accadendo oggi è provocato dal condizionamento dell'isteria dei media, scrive l'autore.

La serie di luoghi comuni che letteralmente 24 ore su 24 viene trasmessa dai i media americani si riduce a questo: Trump si è messo d'accordo con la Russia, Trump è davvero come Hitler, un malvagio e stupido razzista. Obama è stato un presidente meraviglioso e competente, Hillary Clinton è una eroina onesta e disinteressata, che difende la giustizia. Tuttavia le uniche notizie vere sono le seguenti: Trump ha vinto, la Clinton ha perso, i democratici sono impotenti, e il "santo" Obama non ha lasciato nulla di buono, si legge nell'articolo.

Il tema principale delle bufale, le quali i media senza pace continuano a pubblicare da dicembre, è che senza ombra di dubbio i russi si sono intromessi nelle elezioni con degli attacchi informatici e che Trump sia colluso con essi. Finora però non c'è stata neanche una prova a conferma di queste supposizioni a parte il flusso continuo di accuse condotto dai media.

Inoltre l'autore crede che la stessa idea che Putin preferisca vedere come presidente degli USA Trump piuttosto che la Clinton, è "semplicemente ridicola". Obama insieme alla Clinton ha provato a "riavviare" le relazioni tra Mosca e Washington e ha ridotto i finanziamenti al Pentagono. Trump, al contrario, intende creare l'esercito più forte del mondo e di rendere gli Stati Uniti un giocatore economicamente competitivo nel mercato dell'energia. Non v'è alcuna ragione di credere che un tale uomo alla Casa Bianca sarebbe piaciuto di più a Putin di una "debole" Clinton, dice l'autore.

Nonostante il fatto che i media continuino a propugnare queste idee ogni giorno coprendosi di ridicolo, la loro isteria è pericolosa. È importante che i sostenitori dell'attuale amministrazione smettano di percepire queste accuse infondate seriamente, e che iniziano a guardare ai fatti, conclude American Thinker.

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