Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Esperto russo: gli USA nel Mar Cinese meridionale mostrano una aggressività impotente

© REUTERS / U.S. NavyNavi cinesi presso le isole contese nel Mar Cinese Meridionale
Navi cinesi presso le isole contese nel Mar Cinese Meridionale - Sputnik Italia
Seguici su
Nell’articolo del deputato del Congresso USA Ted Yoho sul sito National Interest vengono analizzate le possibilità di risposta alla costruzione delle infrastrutture militari della Cina nel Mar Cinese meridionale.

Nell'articolo Yoho giunge ad una conclusione importante, che le azioni per scoraggiare o punire la Cina potrebbero essere unilaterali, perché gli americani difficilmente otterrebbero il supporto dei paesi ASEAN nella regione. Questo limiterebbe enormemente le capacità e l'arsenale degli Stati Uniti.

Il deputato propone di punire la Cina per la costruzione di isole artificiali militari, ma questo causerebbe solo un ulteriore accanimento della Cina senza che la sua posizione di forza venga intaccata.

Tra le proposte di Yoho spiccano le opzioni di una guerra commerciale con la Cina. La prima idea sarebbe di imporre delle sanzioni contro le compagnie cinesi che partecipano alla costruzione delle isole. Queste sanzioni, ad esempio in ambito finanziario, potrebbero chiudere alle aziende i mercati internazionali forzandole a scegliere tra la costruzione delle isole e gli affari tradizionali.

Nella costruzione delle isole ricopre un ruolo chiave una azienda affiliata del gigante nazionale China Communications Construction Company, la CCCC Dredging, la quale non ha scelta in quest'ambito. La compagnia sarebbe costretta a soddisfare i requisiti del governo, non ha alternativa. Le sanzioni contro la CCCC Dredging e le sue unità non sarebbero significative per la Cina, mentre delle sanzioni contro tutta la CCCC, data la sua ampiezza, varietà di imprese e del suo ruolo nel garantire commercio, potrebbero essere l'inizio di una vera e propria guerra economica, con conseguenze imprevedibili.

Yoho propone di poter utilizzare dei regolatori americani per imporre delle sanzioni contro la Cina per il suo "pessimo comportamento" nel Mar Cinese meridionale. Il tentativo di attaccare il commercio sino-americano nel suo intero darebbe un colpo non soltanto alle compagnie che lavorano alle isole, e le conseguenze dopo un aspra guerra commerciale porterebbe ad un loro annullamento, (con gli Stati Uniti che perderebbero la faccia).

La proposta di ridurre la collaborazione militare con la Cina, ritirando l'invito della marina cinese alle esercitazioni RIMPAC nel 2018, sarebbe contraria alla precedente politica americana per lo sviluppo di contatti militari con la Cina per una maggiore trasparenza e di riduzione di nuovi incidenti. Mentre l'idea di invitare Taiwan alle esercitazioni non indebolirebbe la Cina continentale, ma la irriterebbe parecchio.

Sarebbe veramente pericoloso il piano di inviare navi da guerra americane nella zona delle 12 miglia attorno alle isole artificiali, ignorando le regole del "passaggio inoffensivo" (innocent passage). In questo caso sarebbe possibile una risposta della potenza cinese seguita da una crisi e non è detto che gli USA sarebbero pronti a questa escalation più della Cina. Oggi in caso di un improvviso conflitto nel Mar Cinese meridionale, la Cina potrebbe avere un vantaggio. La speranza che i cinesi "si spaventino e indietreggino" è semplicemente irresponsabile. La Cina potrebbe rispondere non solo con la marina militare, ma anche numerosi metodi "non letali", o con "la milizia del mare", sarebbe a dire la flotta di barche da pesca e navi in riserva, che possono essere mobilitate per creare interferenza con il movimento delle navi nemiche senza l'uso delle armi (possono speronare, ostacolare, annaffiare con gli idrogetti le navi americane, ecc.). In questo caso, per combattere le "milizie" gli americani dovrebbero aprire il fuoco su imbarcazioni formalmente civili, il che minerebbe in una certa misura il loro morale e stato psicologico.

In generale, una guerra economica da parte degli Stati Uniti, seguita da azioni estremamente aggressive, caotiche e insensate, potrebbero causare in Asia orientale solo un altro faticoso attacco da Washington. Di conseguenza, gli Stati Uniti non punirebbero la Cina, ma contribuirebbero alla promozione degli interessi cinesi.

 

 

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала