Il cancelliere austriaco chiede all'Unione di non inviare altri rifugiati

© REUTERS / Yannis BehrakisI rifugiati siriani sono arrivati alla costa greca dopo passaggio attraverso mar Egeo dalla Turchia.
I rifugiati siriani sono arrivati alla costa greca dopo passaggio attraverso mar Egeo dalla Turchia. - Sputnik Italia
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Il cancelliere austriaco Christian Kern non vuole accogliere ulteriori rifugiati secondo il programma di distribuzione dell'Unione Europea e intende rivolgersi per iscritto a Bruxelles.

Il cancelliere richiederà spiegazioni per queste misure adottate. Attualmente lo Stato è tenuto ad accogliere duemila profughi provenienti da Grecia e Italia, ma, secondo il cancelliere, l'Austria ha già adempiuto al compito trovandosi sulla rotta dei migranti in arrivo in Europa. Molti, entrati illegalmente, sono rimasti sul territorio, si legge in un comunicato dell'agenzia APA.

Nel frattempo questa posizione del capo del governo socialdemocratico non trova sostegno tra i suoi partner di coalizione del Partito Popolare. Così, il vice cancelliere Reinhold Mitterlehner non conta sul successo del tentativo di convincere Bruxelles, ritenendo che l'iniziativa debba rimanere interna, tra il cancelliere e il ministro della Difesa del Paese. Mitterlehner in questo supporta il ministro degli Interni Wolfgang Sobotka, sostenitore dell'obbligo dello Stato di distribuzione dei rifugiati. L'opposizione dei Verdi e del partito NEOS si oppone all'uscita dal programma di reinsediamento, il leader del partito nazionalista della Libertà Heinz-Christian Strache ha duramente criticato questo programma per il trasferimento in Austria di 50 profughi adolescenti.

Il commissario europeo per gli affari interni, migrazione e cittadinanza Dimitros Avramopoulos ha invitato i paesi membri dell'Unione Europea ad adempiere agli obblighi di trasferimento e  reinsediamento dei rifugiati da Grecia e Italia.

Il commissario ha riferito che circa quindicimila profughi, che adesso si trovavano in Grecia e in Italia, sono stati trasferiti in altri paesi dell'Unione Europea, nell'ambito degli obblighi della comunità che trasferirà dai due Stati nei prossimi due anni fino a quarantamila richiedenti asilo.

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