Fuggire dai rifugiati: perché gli europei occidentali migrano verso Est

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Che succede se il flusso di migranti cambia le cose troppo bruscamente?

Il primo ministro ungherese Viktor Orban a febbraio 2017 ha invitato gli europei a trasferirsi nel suo paese. "I veri rifugiati sono i tedeschi, i francesi, gli olandesi, gli italiani, tutti quelli che sono pronti a trovare in Ungheria la loro patria perché l'hanno persa a casa". La ricerca del quotidiano Le Monde ha confermato che non sono solo parole vuote. Dal 2014 gli abitanti scontenti dei cambiamenti demografici nei loro paesi, dall'Europa occidentale si trasferiscono ad Est, in paesi definiti anti-migranti, quali Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e soprattutto Ungheria.

Migrante per identità

"Ho viaggiato molto e sono giunto ad una conclusione: non mi piacciono i paesi multiculturali. Penso che sia importante, quando intorno la gente ti somiglia. E' quello che ho trovato qui, in Polonia" ha detto a Le Monde, Grégoire Le Roy, un ragazzo francese di 31 anni.

Nei piani dei Paesi anti-migrazione c'è la creazione di una comunità franco-polacca e quartieri speciali per i futuri migrati alla periferia di Varsavia. Secondo Le Roy, la capitale polacca è inferiore in quanto a bellezza rispetto a Parigi, ma dà un senso di sicurezza, che gli manca ogni volta che torna in patria. 

Un altro migrante "per motivi di identità" si chiama Gabriel, un francese dell'alta Savoia. A Budapest ha trovato una qualità della vita più alta e "omogeneità etnica della società". "Se, come nel melting pot, vengono mescolate persone troppo diverse, qualcosa non funziona" afferma il francese. In sostanza, Gabriel ripete le parole del primo ministro Orbán, che ha dichiarato a febbraio di quest'anno, che "il vantaggio competitivo dell'Ungheria è la sua omogeneità etnica" e la massima rigidità contro i migranti. Un altro migrante in Ungheria è Roman, che ritiene che l'Europa dell'est corrisponda esattamente alla perduta "Francia del passato": "Qui mi sento così, come nel paese di cui mi raccontavano i miei nonni. L'individualismo non è tanto e la campagna non si è estinta". Secondo Roman, un paese senza migranti come l'Ungheria  è in grado di diventare un paradiso ambientale. 

Una Grande la sostituzione della popolazione

Pochi anni prima della grande crisi migratoria del 2015 e 2016 il letterato francese Renaud Camus ha formulato il concetto di "grande sostituzione", secondo cui le autorità europee presumibilmente stanno realizzando una grande sostituzione della popolazione autoctona con residenti del mondo islamico. L'espressione "grande sostituzione" è una parafrasi dei versi di Bertolt Brecht: "Se il popolo non può cambiare il suo governo, in questo caso, il governo può cambiare il suo popolo". Camus, vero allarmista,  teme che le minoranze etniche assorbiranno la maggioranza in pochi anni.

"La grande sostituzione" è forse il fenomeno più significativo in tutta la storia della Francia": le parole di Camus suonano quasi profetiche. Secondo lui, la sostituzione degli europei con i non-europei precede con "l'insegnamento dell'oblio" e la "deculturalizzazione". Camus insiste sul fatto che il disaccordo con la migrazione può essere una posizione politica nella sua forma più pura: "Ultradestra? Non ho nessuna simpatia né per il totalitarismo, né per il nazismo, né per il fascismo, né per il negazionismo dell'olocausto, né per il regime di Vichy, né per dittature civili o militari. Provo disgusto per l'insurrezione armata e non ne ho mai preso parte, mi ripugna la violenza, io sono un sostenitore della legalità nella società. Il mio è un forte disaccordo con la migrazione, con il cambio di codice della civiltà, con ciò che sta accadendo oggi: "una grande sostituzione", solo questo mi lega ai radicali".

Rimanendo lontano dalla politica, Camus è riuscito a diffondere il concetto di "grande  sostituzione" conosciuto oggi in Francia da tutti. Durante la crisi della migrazione ha fatto parte del movimento di "Unità dei sostenitori dell'identità", il cui motto sui manifesti a Parigi era: "Grande sostituzione. Sorridete, vi rimpiazzeranno". I politici francesi non ha fretta a solidarizzare con lui. Anche il capo del Front National, Marine Le Pen, ritiene che la "Grande sostituzione" sia "una teoria del complotto". Secondo la leader, il massiccio afflusso di migranti in Europa si spiega, probabilmente, con gli interessi delle grandi imprese, che cercano di risparmiare sulla manodopera, sulla volontà malvagia delle élite dominanti. I politici francesi di sinistra ritengono che la sola menzione di "Grande sostituzione" sia collegata al concetto di "Eurabia".

Abbandonare i punti caldi d'Europa

E' curioso mappare la contromigrazione in Europa orientale con l'arrivo dei volontari francesi, italiani e tedeschi al confine tra Russia e Ucraina, nella LNR e DNR. Dal 2014 piccoli gruppi francesi di estrema destra, chiamati Unité Continentale, sono andati nella zona di conflitto. Uno dei "miliziani europei" è Guillaume Norman, che ha dato nel 2015 un'intervista a Gazeta.Ru. Il volontario è partito dalla Francia, secondo quanto dichiarato, tra le altre cose, per il presentimento di un conflitto, che si può innescare tra i migranti e i loro discendenti, da un lato, e dell'estrema destra dall'altro. "Sono sicuro che prima o poi avremo una guerra civile. Molto più crudele che in Donbass. Più di 1400 islamisti in Francia hanno combattuto in Siria" ha sostenuto, aderendo alle idee di Renaud Camus.

E' curioso osservare quanto la stessa minaccia viene percepita dai commentatori politici di centro. Così l'islamista francese Gilles Kepel è sicuro che un confronto civile in Francia sia possibile, in caso di attentati terroristici islamisti, e seguirà una pressione su tutta la comunità musulmana del paese, per "vendetta". L'obiettivo dei radicali islamici in Europa, è quello di scatenare la guerra civile, ha detto l'esperto.

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