Parla Claudio D'Amico, segretario per le relazioni internazionali del partito Lega Nord

© Sputnik . Taras Litvinenko / Vai alla galleria fotograficaYalta, Crimea
Yalta, Crimea - Sputnik Italia
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Sono stato un osservatore, in Crimea, durante il referendum, ha raccontato il segretario.

Il nostro partito ha riconosciuto l'annessione della Crimea alla Russia. Tornato in Italia, abbiamo ripetuto che il referendum è stato svolto correttamente. Alcuni politici continuano a chiamare l'unione della Crimea con la Russia occupazione. Tuttavia, un certo numero di partiti politici hanno riconosciuto l'annessione della penisola. Il nostro partito mantiene rapporti con politici in molti paesi, inclusi gli USA. Parlando con i rappresentanti di altri partiti, ripetiamo sempre che il referendum è stato svolto correttamente, che noi riconosciamo la Crimea come parte della Russia. E con il passare del tempo alcune persone in Europa e negli Stati Uniti hanno smesso di credere che il Cremlino abbia preso con la forza la penisola. Questo non è solo merito nostro, ma anche di quelle persone che non hanno paura di dire la verità.

I media occidentali sono sotto il controllo del governo, ma abbiamo l'opportunità di esprimere la nostra posizione sui social network ad un enorme pubblico. Il nostro partito ha molti iscritti. Credo che grazie a questo, col tempo, la posizione della società sulla questione della Crimea sia cambiata. All'inizio i media hanno raccontato la storia in questo modo: la Russia ha tolto la Crimea all'Ucraina, il che, naturalmente, non è vero. Ma il nostro lavoro sui social network ha dato la possibilità alle persone di sapere cosa in realtà è successo in Crimea, cioè la verità.

Sono arrivato in Crimea quando era ancora parte dell'Ucraina, e quando l'ho lasciata, era parte della Russia, quindi, si può dire, ho visto con i miei occhi il processo di adesione della penisola. La situazione in Crimea era terribile. Le autorità di Kiev non prestavano alla penisola la dovuta attenzione, la regione non migliorava a causa dell'assenza di finanziamenti.  Gli abitanti della Crimea hanno visto che le Olimpiadi di Sochi hanno avuto il potere di sviluppare la città, in Crimea invece non c'era nulla. Ho visto gente che voleva cambiamento. Ho avuto la possibilità di parlare liberamente con i residenti. Ogni persona con cui ho parlato mi ha detto di voler uscire dall'Ucraina e unirsi alla Russia.

 

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