Gentiloni: un'Europa ferma è un'Europa destinata a tornare indietro

© AP Photo / Ebrahim NorooziOggi il ministro degli Esteri italiano arriva a Mosca
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Secondo il premier "se i paesi che sono in prima fila nella gestione dei flussi migratori vengono lasciati soli non ci sarà fiducia nell'Unione europea".

"L'Europa non può stare ferma ha il dovere di dare risposte a emergenze e sfide che abbiamo davanti".

Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Strasburgo di fronte al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria in vista della dichiarazione di Roma del 25 marzo.

"La dichiarazione di Roma vuole dare un messaggio di fiducia nell'Unione e nei suoi prossimi dieci anni — ha detto- ma alcune scelte debbono essere indicate in maniera chiara".

E secondo il premier si tratta di "domanda di crescita, investimenti e lavoro".

Se "non riduciamo livelli di disoccupazione non avremo fiducia nel futuro dell'Unione". In secondo luogo c'è la "sicurezza delle nostre frontiere". E qui ha spiegato che "se i paesi che sono in prima fila nella gestione dei flussi migratori vengono lasciati soli non ci sarà fiducia nell'Unione europea". E ancora: "Rafforzare il nostro luogo nel mondo: se cederemo a nazionalismi non ci sarà fiducia nell'Unione europea".

Al centro, ha detto Gentiloni, bisogna mettere l'Europa sociale: la "protezione dei più deboli: se lasciamo indietro i più deboli non ci sarà fiducia nell'Unione europea". Secondo il premier "non ci sono le condizioni per fare grandi passi avanti istituzionali, ma dobbiamo rimetterci in marcia ora, perché un'Europa ferma è un'Europa destinata a tornare indietro". No alla costruzione di nuovi muri: "Non ci sarà mai un'Europa di serie A e di serie B, un'Europa dell'Est e una dell'Ovest".

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