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NYT: la Russia per gli americani continua ad essere il male assoluto

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Russia e USA - Sputnik Italia
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Giornalisti e politici americani con le loro continue accuse contro Mosca e Donald Trump sono andati così oltre che pure i più accaniti critici della politica russa li esortano a darsi una calmata. Lo scrive Steven Boykewich in un articolo per il New York Times.

"Dall'adozione della dottrina Truman nel 1947 al crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, gli Stati Uniti ha ritratto la Russia sovietica non solo come un rivale geopolitico, ma come un nemico spirituale. Giornalisti e potenti si sono sbizzarriti tra l'amara demonizzazione di questo paese e le fantasie messianiche della trasfigurazione in essa dell'immagine americana", scrive Boykewich.

Il culmine del moralismo americano è stato il discorso di Ronald Reagan del 1983, in cui definiva l'Unione Sovietica "il focus del male del mondo moderno", aggiunge Boykewich. Questo approccio distorce il pensiero degli americani oggi, come cento anni fa. Gli Stati Uniti vedono la Russia o come una "nazione di selvaggi", che mira a diventare una "seconda America", o come un mostro.

"Gli americani devono ricordare che la frenesia con cui si parla della Russia riflette sempre la preoccupazione per la salute della nostra democrazia. Le principali sfide che gli americani hanno affrontato in casa, non hanno nulla a che fare con il Cremlino", conclude Boykewich.

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