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Ok dal Parlamento, solo la Regina Elisabetta sulla strada per l'avvio della Brexit

© REUTERS / Neil HallBrexit
Brexit - Sputnik Italia
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La Camera dei Lord del Parlamento britannico ha approvato il disegno di legge per avviare le procedure della Brexit nella sua forma originale, senza introdurre alcuna modifica.

In precedenza il documento finale era stato approvato alla Camera dei Comuni, pertanto per entrare in vigore manca solo la firma della Regina Elisabetta. Questa prassi è consolidata, pertanto nelle prossime ore il primo ministro Theresa May non avrà ostacoli nell'annunciare l'avvio dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per far uscire la Gran Bretagna dall'Unione Europea.

Inizialmente la camera alta del Parlamento britannico aveva fatto sapere di voler inserire 2 emendamenti al disegno di legge originale: volevano che il governo garantisse l'immutabilità dello status dei cittadini europei residenti nel Regno Unito e fissare nella legislazione la promessa che il primo ministro avrebbe presentato in Parlamento per la ratifica l'accordo definitivo con l'Unione Europea sulla Brexit.

Successivamente i Lord hanno ritirato le loro pretese. A quanto pare è stato fatto per evitare l'accusa di ostacolare l'attuazione della volontà popolare espressa nel referendum.

Quando esattamente Theresa May ufficialmente avvierà la Brexit rimane un mistero. Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe inviare una notifica a Bruxelles dopo il suo discorso di oggi in Parlamento.

Nel frattempo il primo ministro britannico Theresa May si prepara a respingere l'idea di un secondo referendum sull'indipendenza della Scozia, scrive il Times riferendosi ad una fonte nel governo britannico.

Un'altra fonte ha aggiunto che la May prevede di fare una dichiarazione ufficiale, secondo cui i preparativi per il referendum bis sull'indipendenza scozzese minerebbero la posizione di Londra nei negoziati con la UE.

Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon aveva dichiarato che a breve avrebbe sollevato la questione del secondo referendum sull'indipendenza della Scozia nel Parlamento scozzese per ottenere un suo voto favorevole, dopodichè avrebbe negoziato con il governo britannico.

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