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Si è aperto il processo alla Corte dell’Aia tra Ucraina e Russia

© flickr.com / MDVCorte di giustizia internazionale dell'Aia
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La Corte internazionale di giustizia dell'Aia ha iniziato il vaglio della causa dell'Ucraina contro la Russia.

Kiev sostiene che Mosca abbia violato due convenzioni: quella sulla repressione dei finanziamenti al terrorismo e quella sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Per Mosca si tratta piuttosto del tentativo di Kiev di giustificare l'appello ai tribunali internazionali contro la Russia.

Stando alla posizione di Kiev, "dal 2014 la Russia ha aumentato oltre il livello di guardia l'interferenza negli affari ucraini, invadendo militarmente l'Ucraina, finanziando atti di terrorismo e di violazione dei diritti di milioni di cittadini ucraini". L'Ucraina ritiene che "le azioni della Russia hanno violato i principi fondamentali del diritto internazionale".

Le azioni terroristiche che Kiev sostiene siano state promosse da Mosca sono: l'abbattimento del volo Malaysia Airlines MH17 nella regione di Donetsk e gli attacchi contro i civili a Mariupol, Kramatorsk e Kharkov. L'Ucraina vuole che la corte costringa la Russia a "smettere di sostenere i gruppi armati clandestini coinvolti in atti di terrorismo in Ucraina, tra cui le repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk… interrompere immediatamente il finanziamento del terrorismo da parte dei funzionari del governo russo, tra cui il ministro della Difesa Sergej Shoigu". Inoltre, Kiev insiste sul fatto che la Russia debba pagare un risarcimento per l'abbattimento del Boeing 777 malese.

Per quanto riguarda le accuse di violazioni della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, L'Ucraina ritiene che "la Russia ha progettato un referendum illegale, svolto in un clima di violenza e intimidazione contro i gruppi etnici non russi"."Kiev, secondo il testo della causa, ha accusato la Russia di discriminazione contro i tartari della Crimea.

Mosca ha annunciato l'intenzione di utilizzare tutti i mezzi di ricorso disponibili. Come notato dal ministero degli Esteri russo, Kiev non ha fornito prove del fatto che in questo caso ci sono circostanze previste dalla convenzione. Il dicastero ha concluso che "il principale — se non l'unico — scopo dell'Ucraina sia giustificare l'appello ai tribunali internazionali contro la Russia.

Il 6 marzo comparirà per prima davanti ai giudici la parte ucraina. Il giorno successivo toccherà alla controparte russa. Mercoledì avrà di nuovo la parola la delegazione dell'Ucraina. Quindi il 9 marzo sarà di nuovo il turno della Russia. Per il verdetto poptrebbero essere necessari tra i 5 e i 7 anni, secondo il ministro della Giustizia Pavel Petrenko.

In ogni caso la decisione della Corte internazionale, qualunque essa sia, è vincolante e non soggetta ad appello. Se il verdetto non sarà rispettato da una delle parti la questione può essere portata all'attenzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

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