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Nazionalisti ucraini annunciano blocco del trasporto ferroviario con la Russia

© Sputnik . Sergey Averin / Vai alla galleria fotograficaTrain cars with coal at the Donetsk railway station. In early January, Ukrainian radicals who earlier participated in the fighting in the Donbass started a blockade against the Donetsk People's Republic
Train cars with coal at the Donetsk railway station. In early January, Ukrainian radicals who earlier participated in the fighting in the Donbass started a blockade against the Donetsk People's Republic - Sputnik Italia
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I nazionalisti ucraini, dopo aver bloccato il commercio con le autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk (DNR) e Lugansk (LNR), hanno annunciato la creazione di un nuovo presidio presso la stazione ferroviaria di Konotop nella regione di Sumy (circa 70 chilometri dal confine russo) per bloccare i treni merci provenienti dalla Russia.

"Nella stazione ferroviaria di Konotop sono stati trovati diversi treni provenienti dalla Federazione Russa, alcuni dei quali contenenti carbone," — ha riferito il comando del presidio su Facebook, annunciando l'apertura di un "nuovo punto di blocco".

Secondo quanto riferito dai nazionalisti, nell'arco di un mese è prevista l'occupazione degli otto valichi di frontiera ferroviari più importanti, attraverso i quali passano i treni merce provenienti dalla Russia.

Alla fine di gennaio i nazionalisti ucraini avevano dato vita al blocco commerciale con il Donbass, provocando conseguentemente interruzioni nelle forniture di carbone estratto nei territori non controllati delle autorità ucraine. In risposta le autorità filorusse hanno commissariato le imprese ucraine presente nelle autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk (DNR) e Lugansk (LNR) e venerdì il presidente della DNR Alexander Zakharchenko ha annunciato l'embargo commerciale con Kiev.

Per l'interruzione delle forniture di carbone le autorità ucraine hanno introdotto misure di emergenza nel settore energetico con lo scopo di risparmiare risorse. Come affermato dal premier Vladimir Groisman, per il blocco del Donbass l'industria metallurgica e il settore minerario nazionale potrebbero perdere 3,5 miliardi di dollari di entrate in valuta estera e 75mila posti di lavoro.

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