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La difesa Schengen ha futuro?

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Il ministro italiano della Difesa Roberta Pinotti ha sollecitato la creazione di una "difesa Schengen" tra la Germania, la Francia, la Spagna e l'Italia. Pinotti ha detto che la difesa europea dovrebbe rafforzarsi, indipendentemente dalla politica americana.

Secondo Federico Petroni, redattore della rivista Limes e co-fondatore del sito di iMerica, la creazione della difesa dello spazio Schengen, non riuscirà ad essere costituita per le diverse priorità dei paesi: "Una simile iniziativa, forse, riuscirà a costituirsi in quella fase, in cui è possibile che tali dichiarazioni forti abbiano successo, ma qualcosa di più concreto e tangibile, a mio parere, non può essere raggiunto. Perché? Perché una tale iniziativa congiunta non si basa su una comunità di interessi, se non, forse, industriali e su alcuni singoli punti di contatto. Ogni paese, che deve entrare nella cosiddetta difesa dell'Unione, ha le sue diverse priorità.

Prendiamo, ad esempio, la Francia: la Francia tradizionalmente preferisce mantenere la prontezza al combattimento delle forze su un livello abbastanza alto, così come la strategia di Parigi prevede la capacità di agire in modo indipendente e non di fare affidamento sulla NATO.

L'Italia, d'altro canto, cerca di compensare il suo isolamento militare, soprattutto nel Mediterraneo, in Libia. In Libia l'Italia sostiene internazionalmente il governo di unità nazionale riconosciuto, mentre la Francia sta al fianco del generale Khalifa Haftar, contro lo stesso governo di Tripoli. Quindi, a mio parere, anche se questa è intenzione si tradurrà in queste o altre iniziative specifiche, la strana alleanza inevitabilmente, si troverà ad affrontare le differenze di vedute strategiche dell'interesse dei partecipanti".

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