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Federica Mogherini sostiene la necessità di far tacere le armi nel Donbass

© AFP 2021 / Genya SavilovParamilitari del battaglione ucraino Azov nel Donbass
Paramilitari del battaglione ucraino Azov nel Donbass - Sputnik Italia
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Il capo della diplomazia europea Federica Mogherini ha discusso in dettaglio con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov l'escalation in corso in Ucraina ed ha sostenuto la necessità di fermare immediatamente le operazioni militari, si legge in un comunicato del dicastero della politica estera della UE.

In precedenza il ministero degli Esteri russo aveva riferito che in una conversazione telefonica con il commissario per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione Europea Federica Mogherini, il ministro Lavrov aveva discusso la situazione in Libia, i problemi della normalizzazione del conflitto in Siria, il peggioramento della situazione in Ucraina ed il contesto nei Balcani.

I ministri avevano inoltre concordato la possibilità di avere dei colloqui bilaterali "a margine di una delle prossime attività multilaterali per un'analisi più sostanziale sulle questioni internazionali e regionali e sullo stato generale delle relazioni tra la Russia e la UE."

"Mogherini e Lavrov hanno discusso in dettaglio l'escalation della violenza nella parte orientale dell'Ucraina. L'alto rappresentante e vicepresidente ha espresso la necessità di una fine immediata dei combattimenti e di lavorare per una piena attuazione degli accordi di Minsk," — si legge nel comunicato.

Il documento conferma che il ministro degli Esteri russo e il capo della diplomazia europea hanno concordato di incontrarsi "nelle prossime settimane".

In precedenza i rappresentanti delle milizie filorusse e le forze sicurezza ucraine avevano preso atto dell'escalation della violenza nel Donbass. Le parti in conflitto si accusano a vicenda di aumentare l'intensità dei bombardamenti e di intraprendere tentativi di attacco lungo la linea di contatto. Le autorità ucraine hanno dichiarato lo stato di emergenza nel centro da loro controllato di Avdeevka, situato nella periferia di Donetsk, dal momento che gli abitanti della città sono rimasti senza acqua, riscaldamento e luce. Secondo la missione dell'OSCE, una situazione critica si registra anche nel centro controllato dai filorussi di Yasinovataya, anch'esso situato vicino Donetsk.

Come affermato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, a Mosca sono preoccupati dalle azioni aggressive di Kiev nel Donbass, che minano gli accordi di Minsk.

Allo stesso tempo la Russia dispone di informazioni credibili in base alle quali l'attacco nei pressi Avdeevka è stato iniziato dai paramilitari ucraini appoggiati dalle forze armate di Kiev.

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