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Una nuova alleanza globale: Cina-Ue e USA-Russia

© REUTERS / Ruben SprichChinese President Xi Jinping attends the World Economic Forum (WEF) annual meeting in Davos, Switzerland January 17, 2017.
Chinese President Xi Jinping attends the World Economic Forum (WEF) annual meeting in Davos, Switzerland January 17, 2017. - Sputnik Italia
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Sputnik ha intervistato l’economista messicano Oscar Ugarteche riguardo il 47° forum economico mondiale nella città svizzera di Davos dove, si prevede che il presidente della Cina, Xi Jinping, sarà il maggiore protagonista.

"La Cina si mostra nel ruolo del nuovo "portavoce" del libero mercato dell'economia mondiale, mentre gli Stati Uniti diventano "portavoce" di una economia chiusa" ha dichiarato Ugarteche nell'intervista, membro della Universidad Nacional Autónoma de México e coordinatore dell'Osservatorio economico latinoamericano.

Secondo l'esperto la prova di questo potrebbe essere l'annuncio del neoeletto presidente USA sull'imposizione del 35% di tasse sulle automobili tedesche assemblate in Messico. Ugarteche ritiene che questo sia un chiaro segnale di chiusura dell'economia americana, mentre la Cina ha annunciato di voler mantenere una politica di apertura.

Parlando di Davos, dove si discuteranno le questioni più importanti dell'economia mondiale, l'analista ha delineato le aspettative dell'America Latina.

"E' assolutamente possibile che alla fine del forum vedremo una alleanza tra la Cina e l'Unione Europea contro un'altra alleanza, quella di Russia e Stati Uniti. In questo contesto, l'America Latina deve capire che siamo di fronte a una chiusura degli Stati Uniti" ha detto l'esperto e ha aggiunto che si tratta di "cattive notizie" per quei governi che hanno fatto affidamento sulla convergenza dei mercati con questo paese.

Il Forum Economico Mondiale di Davos - Sputnik Italia
Il Forum Economico Mondiale di Davos
Ugarteche ritiene che una unione tra Asia e Europa sarebbe in grado di cambiare la direzione di tutta la politica estera. Il centro non sarà più Washington, come sempre, ma Pechino e Bruxelles, ha detto l'esperto. Dal punto di vista economico, questo significa una riduzione delle importazioni degli Stati Uniti dall'America Latina e un calo degli investimenti diretti esteri, di solito associati con il commercio, ha spiegato.

Questa strategia mira ad una crescita della quota di investimento degli Stati Uniti.

"In primo luogo l'effetto sarà positivo, ma in seguito si verificherà un problema di rendimento. I prezzi saliranno, e la crescita di nuovo si fermerà", ha spiegato l'esperto, ribadendo che quei paesi latino-americani, che ha ritenevano Washington una via d'uscita da questa situazione, hanno fatto una pessima scommessa.

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