Aziende ucraine continuano a guadagnare in Crimea nonostante le sanzioni e blocco di Kiev

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Nonostante le sanzioni e il divieto di Kiev di fornire merci ucraine in Crimea, le imprese ucraine continuano a lavorare nella penisola. Come riportato dal portale europeista ucraino "Ukrainskaya Pravda", alcune si sono limitate a cambiare il nome dei punti vendita, ma ancora continuano a commerciare prodotti ucraini.

Dopo "l'occupazione russa della Crimea," nonostante le sanzioni dell'Unione Europea, degli Stati Uniti, del Canada e di altri Paesi nei confronti di imprese e persone fisiche che lavorano nella penisola, i produttori ucraini continuano a consegnare le proprie merci.

Secondo "Ukrainskaya Pravda", al momento alcune grandi imprese ucraine lavorano in Crimea.

Alcune di loro, come ad esempio la catena di supermercati "ATB", hanno cambiato il nome dei propri punti vendita, ciononostante commerciano beni prodotti in Ucraina.

Allo stesso tempo la catena di negozi "Eva" continua a lavorare in Crimea allo stesso modo anche dopo la riunificazione con la Russia. Si possono comprare le stesse merci che si vendono nei punti vendita in Ucraina.

Il negozio della famosa casa di moda ucraina "a.TaNbyAndreTan", anche se non indicato sul sito ufficiale, si trova a Simferopoli allo stesso indirizzo e nello stesso centro commerciale "Meganom" come prima.

Negli scaffali dei supermercati si possono trovare i marchi ucraini come "Chumak", "Morshinska", "Olіs", "Biocon", "Veres" ed altri.

Come raccontano i responsabili delle catene di vendita al dettaglio in Crimea, dopo l'inizio del blocco della penisola e dopo l'introduzione del governo ucraino del divieto alle spedizioni commerciali in Crimea, i prodotti ucraini arrivano nella penisola attraverso la regione di Kharkov e la zona ATO nel Donbass.

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