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Non avendo ricevuto aiuto ad Al Bab, la Turchia rafforza toni del confronto con Washington

© AFP 2021 / STRBase aerea di Incirlik, Turchia
Base aerea di Incirlik, Turchia - Sputnik Italia
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La scorsa settimana le autorità turche hanno fatto una serie di dichiarazioni sul futuro della base turca di Incirlik, che viene utilizzato dai militari americani.

In particolare, il Ministro della difesa della Turchia Fikri Ishik ha sottolineato che "la coalizione internazionale non ha supportato in alcun modo le forze turche nel corso dell'operazione a al Bab e questo induce a qualche riflessione sull'opportunità dell'attuale utilizzo della base di Incirlik".

Il politologo, direttore del Centro studi del Medio Oriente dell'Istituto Turchia XXI secolo, Serchat Erkmen, ha commentato a Sputnik la crisi di fiducia nei rapporti tra Turchia e USA. "La Turchia ha ripetutamente messo in guardia l'America sulla sua insoddisfazione nelle relazioni di partenariato tra americani e curdi siriani del Partito di unione democratica, il PDS. Dopo il mancato sostegno ad Ankara per le operazioni a Al-Bab, le autorità turche hanno ancora di più rafforzato il tono nei confronti di Washington".

Commentando le dichiarazioni delle autorità turche, Erkmen ha sottolineato che il dibattito sulla base militare non è nuovo, in periodi di tensione nei rapporti turco-americani questo tema è sempre stata all'ordine del giorno.

"Soprattutto in quei periodi in cui nei rapporti ci sono più problemi del solito, quando le crisi sono più pronunciate, la questione della base di Incirlik è la prima a venire in mente. Questo dibattito attuale non è il primo, non sarà l'ultimo. Ci sono molte ragioni importanti per preoccuparsi. La principale di esse è che la Turchia non ha potuto ottenere dagli americani il sostegno contro il partito Democratico dell'unione curdo. Nell'ultimo periodo si è aggiunta la questione di Al Bab. La reazione della Turchia è stata amplificata non solo a causa del sostegno che gli americani hanno dato ai curdi, ma anche perché non li hanno aiutati in un'operazione che contava".

Erkmen ha ricordato che quando la Turchia ha iniziato l'operazione Scudo dell'Eufrate, nel Paese si trovava il vice-presidente Joe Biden:

"Quando Biden è arrivato in Turchia, la parte americana ha mandato una serie di messaggi indirizzati ad Ankara e le parole erano "la Turchia è un nostro alleato, e abbiamo intenzione di aiutarla". Se nella prima fase dell'operazione si è parlato di parziale collaborazione, poi successivamente, si è completamente ridotta a zero. Come conseguenza, si è verificato un aumento della tensione, infatti, nel corso dell'operazione Scudo dell'Eufrate in Siria, la Turchia non ha ricevuto il sostegno atteso dagli USA e ha ritenuto pericolosi i contatti esistenti tra USA e PDS. Ecco perché la questione della base di Incirlik è di nuovo all'ordine del giorno".

Secondo l'esperto, le dichiarazioni del governo sulla base militare sono indirizzate non solo al presidente Trump, ma a tutta l'amministrazione americana in generale.

"Bisogna interpretarle così: "siamo molto preoccupati, perché Incirlik è un'importante base militare per le operazioni americane in Medio Oriente, ma anche uno dei più importanti componenti della nostra relazione. Un ulteriore aumento della tensione tra i due paesi può colpire la nostra interazione". Si può dire che la Turchia, non avendo ottenuto il risultato voluto dopo ripetuti avvertimenti agli USA, riguardo il partito dei lavoratori del Kurdistan e del Partito democratico dell'unione, ha rimesso la questione all'ordine del giorno".

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