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Obama “risponde” ad Assange: attacchi hacker orchestrati dal Cremlino

© AFP 2021 / MARTIN BUREAUBarack Obama
Barack Obama - Sputnik Italia
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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama continua a credere che gli attacchi informatici durante le scorse elezioni presidenziali siano partiti dalla Russia, ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest, commentando l'intervista del fondatore di WikiLeaks Julian Assange.

"Obama si basa sui risultati di intelligence ed è convinto che gli attacchi siano opera dei russi," — ha detto Earnest.

Allo stesso tempo ha sottolineato di non aver visionato l'intervista di Assange.

Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange aveva dichiarato che il tentativo di vedere il coinvolgimento russo nelle scorse presidenziali da parte dell'attuale amministrazione serve a negare la legittimità del futuro presidente di Donald Trump, riporta il portale The Hill.

Allo stesso tempo il fondatore di WikiLeaks ha smentito la cooperazione con la Russia o qualsiasi altro Stato.

"La nostra fonte non è uno Stato, pertanto la risposta alla domanda sui rapporti con la Russia è no", — ha detto.

Alcune agenzie di intelligence statunitensi hanno denunciato gli attacchi di hacker russi durante la campagna elettorale contro varie organizzazioni politiche per favorire la vittoria di Donald Trump. Il direttore dell'FBI James Comey non è d'accordo con questa ricostruzione. Le autorità statunitensi non hanno mai presentato le prove del coinvolgimento russo negli attacchi hacker.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama il 16 dicembre ha riferito che l'inchiesta sarebbe stata completata nelle prossime settimane, ovvero prima della data della fine del suo mandato, il 20 gennaio.

Tuttavia il presidente uscente ha osservato che una parte delle prove non verrà pubblicata per ragioni di sicurezza.

La squadra di Trump ha definito il tentativo di legare le azioni degli hacker alla vittoria del tycoon "un tentativo di delegittimare" i risultati delle elezioni.

Il presidente russo Vladimir Putin, parlando delle accuse di hacking, ha sostenuto che nei dati pubblicati non vi è nulla che giovi agli interessi della Russia e l'isteria attorno a questa vicenda serve a distogliere l'attenzione dai loro contenuti. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito le accuse contro Mosca "totalmente infondate" e la ricostruzione sul coinvolgimento russo è basata sul nulla.

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