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La nuova politica della diplomazia russa per risolvere la crisi afghana e siriana

© REUTERS / Omar SobhaniAn Afghan National Army (ANA) soldier takes up position at the site of a suicide car bomb attack in Kabul, Afghanistan. (File)
An Afghan National Army (ANA) soldier takes up position at the site of a suicide car bomb attack in Kabul, Afghanistan. (File) - Sputnik Italia
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Sono state condotte a Mosca delle consultazioni ministeriali tripartite dei rappresentanti di Russia, Pakistan e Cina riguardo l'Afghanistan. Secondo gli esperti russi, Mosca sta creando la propria visione per risolvere il problema afghano.

Mosca è stanca di essere lasciata ai margini dei negoziati tripartiti e quadripartiti riguardo il problema afghano. Questo perché i cambiamenti della situazione nelle province settentrionali dell'Afghanistan minacciano la stabilità non solo delle repubbliche dell'Asia Centrale ma anche di alcune regioni della Russia.

Secondo Azhdar Kurtov in questi giorni sono evidenti una serie di iniziative di politica estera russa verso oriente. Si tratta, soprattutto, di colloqui tripartiti, sui problemi degli alleati in materia di terrorismo di "Russia, Turchia e Iran", e oggi per la situazione in Afghanistan, tra Russia, Cina e Pakistan". Queste iniziative possono cambiare considerevolmente l'attuale equilibrio di potere nell'arena internazionale.

Queste iniziative sono diventate una naturale estensione dei cambiamenti che stanno avvenendo nella politica estera americana legati all'elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti. Donald Trump ha respinto apertamente la politica dell'amministrazione Obama, sia per quanto riguarda il Medio Oriente, che l'Afghanistan.

"Mosca dovrà sfruttare le possibilità grazie alla finestra apertasi per sbloccare le trattative diplomatiche, oramai giunte ad un punto morto da lungo tempo" ha detto Azhdar Kurtov.

Infatti, in generale, gli USA in Afghanistan, nonostante tutti gli sforzi per opporsi ad un percorso diplomatico, non sono riusciti a raggiungere nessun successo tangibile. Allo stesso tempo come ritiene Azhdar Kurtov il Pakistan, la Cina e la Russia sono molto interessati affinché la situazione in Afghanistan si stabilizzi, o che perlomeno si smuova in una direzione positiva.

Ovviamente ci sono state molte lamentele da parte dell'Afghanistan a causa della partecipazione alle trattative del Pakistan. Infatti si dice che esso sia il principale fattore di instabilità e il sostenitore principale dell'opposizione armata in Afghanistan: i talebani.

Bandiera del Pakistan - Sputnik Italia
Terrorismo, stretta collaborazione tra Russia e Pakistan sul contrasto
Ma c'è un punto a favore del Pakistan: l'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (SCO). In futuro, il Pakistan entrerà a far parte a pieno titolo dell'organizzazione di Shanghai. E non è un segreto che questo nell'organizzazione i ruoli giocati da Russia e Cina sono i più importanti. E' ragionevole supporre che Mosca speri di fare pressione su Islamabad, facendo leva sulla propria leadership nella SCO.

L'esperto russo sul Pakistan Piotr Topychkanov ritiene inoltre che la linea politica nella soluzione del problema afghano tra Russia, Cina e Pakistan sia una iniziativa prettamente ideata da Mosca. Gli altri partecipanti Cina e Pakistan, sono coinvolti in delle trattative quadrilaterali con la partecipazione degli Stati Uniti e Afghanistan, ma sono chiaramente rimasti delusi da esse. Infatti nell'ultimo incontro di questi a Islambad non si è giunti a nessuna conclusione a causa della poco chiara posizione di Kabul.

"La ragione di queste difficoltà dice Piotr Topychkanov, non è solo la difficoltà di negoziare con l'Afghanistan, ma anche la partecipazione alle trattative degli Stati Uniti, che hanno influenzato la posizione di Kabul. E in questo contesto, le trattative con la partecipazione della Russia sono più vantaggiose".

Inoltre ci sono altre questioni da prendere in considerazione riguardo le trattative tripartite di Russia, Cina e Pakistan, ovvero l'opinione dell'India e dell'Iran, che come Islambad sono candidati per entrare nel SCO. Essi infatti vogliono avere voce in capitolo nella questione afghana sia politicamente che economicamente.

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