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Chi è il regista delle manifestazioni islamiste antirusse in Turchia?

© RuptlyProtests broke out outside the Russian General Consulate in Istanbul on Tuesday evening following reports about the liberation of the strategically important city of Aleppo by the forces of Syrian President Bashar Assad.
Protests broke out outside the Russian General Consulate in Istanbul on Tuesday evening following reports about the liberation of the strategically important city of Aleppo by the forces of Syrian President Bashar Assad. - Sputnik Italia
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Un certo numero di organizzazioni turche per i diritti umani e sociali ha accolto la notizia della liberazione di Aleppo con manifestazioni di protesta davanti al Consolato Generale russo di Istanbul.

I dimostranti scandivano slogan antirussi, contro l'Iran e contro il legittimo governo siriano. L'edizione turca di Sputnik ha cercato di capire chi e per quale scopo sia dietro queste attività.

Le proteste si svolgevano sullo sfondo di un rafforzamento delle misure di sicurezza adottate dalle forze speciali della polizia turca. Il portavoce del Consolato Generale russo di Istanbul Sergey Losev ha confermato a Sputnik lo svolgimento delle manifestazioni di protesta, osservando allo stesso tempo come la missione diplomatica fosse tenuta sotto stretta sorveglianza dalle forze di polizia turche.

Secondo le fonti dell'agenzia, una delle manifestazioni era organizzata da due movimenti per i diritti: l'associazione per i diritti umani e la solidarietà con gli oppressi (Mazulum-Der) e l'associazione per la difesa della libertà di espressione e al diritto all'istruzione (Özgür-Der). La prima organizzazione si concentra sulla difesa delle forze islamiste e nazionaliste turche, la seconda supporta i cosiddetti islamisti moderati.

Il governo lascia fare

Secondo un membro di spicco del Partito Repubblicano all'opposizione Ali Özgündüz, le proteste sono state organizzate con il placet e il patrocinio delle autorità turche. La maggior parte dei dimostranti erano militanti dei gruppi jihadisti radicali e nazionalisti locali.

"Questa tesi è spiegabile in un altro modo: in altre situazioni simili la polizia usa i cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro i dimostranti, mentre in questo caso ha permesso di radunarsi e manifestare tranquillamente non solo non intervenendo, ma in un certo senso garantendo la sicurezza dei manifestanti," — ha affermato il deputato.

Rabbia anti-russa

L'argomento Aleppo per la Turchia è delicato, pertanto queste manifestazioni devono essere viste come un messaggio secondo cui la società turca è preoccupata per gli sviluppi futuri dopo la liberazione della città, ha riferito a Sputnik una fonte che ha chiesto di restare nell'anonimato.

L'analista Ali Ergin Demirhan, studioso delle attività dei movimenti jihadisti in Turchia, ha suggerito che le manifestazioni spacciate come umanitarie e in difesa dei diritti umani possano far parte di una campagna a sostegno del fondamentalismo.

"Si può dire che i partecipanti a queste proteste si sentono coinvolti nel conflitto siriano. Non sono motivati da un senso di solidarietà e sostegno tra i popoli, ma dalla mentalità dell'invasore e dalla voglia di vincere in un conflitto", — afferma l'esperto.

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