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Siria, la macchina del fango occidentale lavora a pieno regime contro Mosca e Damasco

© AP Photo / Hassan AmmarAleppo
Aleppo - Sputnik Italia
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I politici e i media occidentali hanno lanciato una grande campagna mediatica sulle violenze contro i civili perpetrate dai militari siriani e russi ad Aleppo.

A sostegno delle tesi occidentali che vogliono Mosca e Damasco aguzzini degli inermi civili, ogni giorno spuntano in rete numerosi video che documentano le barbarie. Ma come mai quasi tutti gli autori sono anglofoni? Allora è più che lecito mettere in dubbio la spontaneità di queste registrazioni ed essere tentati di pensare che si tratti in realtà di filmati confezionati da professionisti manipolatori dell'informazione.

Il 14 dicembre il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto: «Le organizzazioni umanitarie indipendenti non confermano i dettagli delle atrocità nella parte orientale di Aleppo». Lo stesso giorno il presidente siriano Bashar al-Assad ha dichiarato: «In politica bisogna saper leggere tra le righe e non prendere tutto alla lettera. Traduzione per la Russia: si prega di fermare l'offensiva dell'esercito siriano contro i terroristi. Questo è il senso, dimenticate tutto il resto».

Aleppo è il secondo centro economico della Siria più importante della Siria dopo Damasco. La liberazione di Aleppo indebolisce notevolmente la posizione degli islamisti nella vicina provincia di Idlib e minaccia i traffici illeciti di carburante con i gruppi armati in Turchia.

Lo hanno capito gli oppositori del presidente siriano Bashar al-Assad e gli organizzatori della guerra civile. Con la campagna internazionale disinformativa, con i raduni contro la Russia a Istanbul e perfino con ritorno dei terroristi a Palmira l'Occidente e i suoi alleati mediorientali non aiutano. 

Il quotidiano britannico The Independent, parlando degli «eroi della resistenza» ad Aleppo, rivela inavvertitamente il mistero: 

«i giornalisti occidentali per mesi e mesi non hanno informato il loro pubblico di un fatto: non possono operare sul territorio dei ribelli perché o gli taglierebbero la gola loro stessi oppure li darebbero in mano ai tagliagole».

 

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