Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

In Brasile fermata rete reclutatori neonazisti per combattere nel Donbass con forze Kiev

© AFP 2021 / Genya SavilovMembros do Regimento Azov, em Mariupol.
Membros do Regimento Azov, em Mariupol. - Sputnik Italia
Seguici su
La polizia dello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul ha arrestato alcuni reclutatori del battaglione ucraino "Azov" e alcuni neonazisti del posto che stavano pianificando di recarsi nel fronte di guerra nel Donbass.

Lo ha segnalato Paulo César Jardim, uno degli inquirenti a capo dell'indagine e direttore del dipartimento della polizia contro i gruppi neonazisti di Porto Alegre.

"Circa 10 mesi fa abbiamo ricevuto l'informazione che alcuni cittadini ucraini e dell'Europa orientale erano venuti qui per reclutare i militanti di gruppi neonazisti nel battaglione "Azov" con lo scopo di inviarli in Ucraina. Molte persone sono state arrestate ed hanno confessato," — ha dichiarato Paulo César Jardim all'edizione brasiliana di Sputnik.

I blitz delle forze dell'ordine contro questa rete sono avvenuti simultaneamente in 8 città dello Stato, compresa la capitale Porto Alegre. Ora i reclutatori sono stati rimessi in libertà per alcuni vizi di forma del sistema giudiziario brasiliano.

"Non siamo riusciti ad ottenere la custodia cautelare, ma secondo il dispositivo dei giudici potevano essere trattenuti e interrogati per prevenire possibili azioni in futuro. Mi attengo ad una regola molto semplice: molto più facile e più sicuro per tutti prevenire che affrontare le conseguenze, il dolore e la tragedia", — ha spiegato il poliziotto.

I neonazisti brasiliani arrestati nell'operazione "Azov" erano inoltre ricercati per altri crimini. La polizia ha sequestrato i loro computer, documenti e materiali di propaganda nazista.

Paulo César Jardim ha inoltre dichiarato di essere impegnato nella lotta contro i gruppi neonazisti da quasi 16 anni, da quando ha preso il comando della polizia della capitale dello Stato.

"Allora si era rivolta al mio indirizzo l'organizzazione "Giustizia e Diritti Umani", che aveva denunciato l'esistenza di organizzazioni neonaziste nel Rio Grande do Sul. In un primo momento non ci credevo e pensavo: è possibile il neonazismo qui? Il Brasile è il Paese del calcio, del Carnevale…," — ha detto il poliziotto. Dopo i controlli le forze dell'ordine hanno scoperto movimenti di skinhead, nazisti e neonazisti.

"Avevamo scoperto che erano in lotta con i punk e dopo le indagini ci siamo resi conto che questi gruppi seguivano l'ideologia neonazista. Da allora abbiamo effettuato molte retate e 50 persone sono state condannate, sono state prese molte misure, sono partiti diversi processi nei tribunali," — ha concluso Paulo César Jardim.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала