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Der Standard definisce il 2016 “anno di Putin”

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaVladimir Putin
Vladimir Putin - Sputnik Italia
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Nel 2016 il presidente Vladimir Putin ha ottenuto grandi successi. La vittoria di Donald Trump in USA, il capovolgimento della situazione in Siria, la crescita del populismo in Europa hanno accresciuto il prestigio del Cremlino. Ma la situazione è più precaria di quanto sembri scrive il giornalista della testata austriaca Der Standard, Eric Frey.

Il Presidente russo può essere soddisfatto di come sia svolto il 2016, "l'anno di Putin", scrive il Der Standard. Il suo "favorito", Donald Trump, è stato eletto nuovo presidente degli Stati Uniti. E se il candidato repubblicano nominerà come segretario di stato "l'amico di lunga data e partner economico di Putin" Rex Tillerson, alla Casa Bianca ci sarà la coppia ideale per Mosca" osserva l'autore dell'articolo Eric Frey.

Oltre a questo l'occupazione della Crimea e del Donbass in Ucraina poco a poco diventa una situazione normale, nella quale nessuno vuole intromettersi, continua il giornalista austriaco. Il diritto internazionale non ferma Putin.

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La campagna militare russa in Siria ha permesso di ottenere una svolta a favore dell'alleato del capo del Cremlino, Bashar al-Assad, scrive la testata. Con i bombardamenti su Aleppo il presidente russo ha dimostrato che si possono commettere crimini di guerra e restare impuniti. Inoltre, alla Corte Penale internazionale, ci sono segni di disgregazione, e si adatta perfettamente alla "visione di Putin di un mondo dove vale solo "il potere del più forte".

L'Unione Europea, che difende valori totalmente diversi, è significativamente indebolita a causa della BREXIT e della crescente popolarità dei partiti populisti ha continuato Fry. Nei paesi come Estonia e Moldavia vanno al potere nuovi politici, che hanno instaurato relazioni più amichevoli con la Russia rispetto ai loro predecessori. Anche alle elezioni presidenziali francesi del 2017 alla fine probabilmente vincerà una "alleata di Putin", Marine Le Pen e il suo "amico del cuore" François Fillon, suggerisce l'autore. In questo caso il fronte franco-tedesco contro la politica aggressiva russa crollerà.

Dal punto di vista della crisi economica la Russia emerge con delle buone prospettive, ha detto il giornalista. Un recente affare concluso con i paesi dell'OPEC ha stabilizzato il prezzo del petrolio, il quale calo aveva colpito l'economia russa molto più pesantemente di qualsiasi sanzione.

Ma la cosa più importante per il leader russo è che la concezione di mondo occidentale: un ordine mondiale liberale, basato sullo stato di diritto e della cooperazione internazionale, ha ricevuto un violento, se non distruttivo colpo, rimarca Frey. "Nonostante Putin professa una ideologia ostile, vede nell'Occidente una minaccia per il proprio governo corrotto», dice l'autore.

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Eppure, nonostante la crescita del suo prestigio, il capo del Cremlino è in una posizione più precaria di quanto sembra, fa notare il giornalista. L'intrusione degli hacker russi nelle elezioni americane ha causato negli USA grande agitazione, il che minaccia seriamente di indebolire Trump già prima di entrare in carica come presidente. Di conseguenza, il nuovo capo della Casa Bianca potrebbe sacrificare l'amicizia russo-americana, come una pedina, dice il giornalista.

Se Putin sta tentando di ottenere altri successi in Europa, è necessario che si aspetti una dura risposta". Le "sanzioni economiche possono essere impopolari perché rinforzano le forze favorevoli a Putin" riconosce l'autore. "Ma contro la Russia, che minaccia direttamente gli interessi dell'Europa, i paesi dell'UE serreranno i ranghi, indipendentemente da chi sarà al potere". "Mentre gli Stati Uniti non permetteranno a Trump di diventare l'agente del Cremlino" ha detto Fry.

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