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Principesse e campioni, il ballo degli Olimpionici russi

Fate e campioni, il ballo degli olimpionici russi
Fate e campioni, il ballo degli olimpionici russi - Sputnik Italia
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Quello che gli altri non vedono... Sputnik Italia al Ballo degli Olimpionici nella sala del Maneggio di Mosca, la serata di gala dello sport russo, che ha celebrato i campioni e le campionesse dei Giochi di Rio de Janeiro in un'atmosfera da favola.

Alla serata di gala, organizzata come da tradizione, a coronamento dell'anno solare e sportivo hanno preso parte più di 1000 invitati, tra partecipanti ai Giochi Olimpici di Rio, allenatori, dirigenti e personalità di rilievo del mondo sportivo e della società civile russa.

Tra i giornalisti presenti però non c'era nessun corrispondente straniero, mentre nei caldi giorni della scorsa estate alle conferenze stampa organizzate in fretta e furia per le squalifiche, le riammissioni e di nuovo le squalifiche degli atleti russi, gli inviati d'oltreconfine erano in prima fila.

© SputnikAleksandr Zhukov
Principesse e campioni, il ballo degli Olimpionici russi - Sputnik Italia
Aleksandr Zhukov

Eppure, anche se il 2016 dello sport russo è stato un anno difficile, il bilancio positivo, perché quando una vittoria arriva frutto di instancabile lavoro e contro avversari dentro e soprattutto fuori dalle arene sportive, festeggiarla è doppiamente motivo d'orgoglio. Questo il senso delle parole del vice-primo ministro russo e presidente del Comitato Olimpico Russo, Aleksandr Zhukov, pronunciate prima di premiare i 103 medagliati olimpici russi:

"Io sono stato a Rio dal primo all'ultimo giorno ed ho visto come ogni singola medaglia sia stata conquistata lottando e credo che mai come quest'anno il motto "Tutti per uno, uno per tutti" si addica alla nostra nazionale. Quest'anno tutta la Russia, milioni di tifosi, hanno sostenuto i nostri atleti durante i Giochi di Rio ed oggi premiamo i nostri eroi, che hanno dimostrato come lo sport russo, come sempre è ricco di talenti unici, di caparbietà e capacità di vincere in una competizione sportiva pulita"

Abituati a vederli nei completi di gara o allenamento, o insieme a palloni, racchette, spade, ed altri arnesi del variegato mestiere dello sportivo, in abito da sera si fa più fatica a riconoscere i campioni. L'occhio dello sportivo televisivo però si salva grazie a qualche regola generale, da ripassare per l'occasione: gli uomini di corporatura robusta, barbuti ed un po' a disagio negli smoking sono i campioni della lotta libera e greco-romana, lo sport principale nelle regioni del Caucaso russo e storicamente fucina di allori olimpici per la Russia, un po' come la scherma per l'Italia.

I meno avvezzi alle formalità imposte dall'occasione, come red carpet e posa istituzionale davanti ai flash dei fotografi sono i pugili, ma nessuno si cura di farglielo presente. Del resto, gli occhi della maggior parte dei presenti sono rapiti dalle principesse del ballo, le campionesse piacevolmente irriconoscibili nei loro abiti da sera.

Il pugile russo Evgeniy Tishenko
Il pugile russo Evgeniy Tishenko - Sputnik Italia
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Il pugile russo Evgeniy Tishenko
© SputnikEvgeniy Tishenko alle Olimpiadi di Rio
Evgeniy Tishenko alle Olimpiadi di Rio - Sputnik Italia
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Evgeniy Tishenko alle Olimpiadi di Rio
© SputnikBeslan Mudranov
Beslan Mudranov - Sputnik Italia
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Beslan Mudranov
© SputnikIl lottatore russo Beslan Murdanov
Il lottatore russo Beslan Mudranov alle Olimpiadi di Rio - Sputnik Italia
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Il lottatore russo Beslan Murdanov
© Foto : Comitato Olimpico RussoUn lottare, due sincronette e tre pugili
Un lottatore, due sincronette e tre pugili - Sputnik Italia
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Un lottare, due sincronette e tre pugili
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Il pugile russo Evgeniy Tishenko
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Evgeniy Tishenko alle Olimpiadi di Rio
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Beslan Mudranov
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Il lottatore russo Beslan Murdanov
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Un lottare, due sincronette e tre pugili

In questo caso, al contesto mondano sopravvive soltanto l'elementare distinzione tra sport di squadra e individuali. Adelina Sotnikova, la baby prodigio del pattinaggio di figura russa, campionessa olimpica nel singolo a Sochi, avanza da sola, in rosso, seguita a qualche passo di distanza da un'amica ginnasta.

Il duo del tennis russo Elena Vesnina e Ekaterina Makarova, medaglia d'oro nel torneo olimpico di Rio, rimane tale anche fuori dal campo e rivela di aver passato il giorno intero al telefono e davanti allo specchio per mettersi d'accordo sull'abbinamento dei vestiti.

Le ragazze della pallanuoto invece si spostano compatte, anche se a vederle in abito da sera, non si direbbe che sono le stesse guerriere in calottina che hanno conteso al Setterosa italiano  l'accesso alla finale delle Olimpiadi di Rio.

Infine, come nelle favole, in un Ballo che si rispetti è arrivato il lieto fine. E poco importa se le lancette degli orologi del Cremlino erano in anticipo di qualche ora sulla mezzanotte.

All'ingresso nella sala del Maneggio la ginnasta russa Margherita Mamun, soprannominata "la tigre del Bengala", si aggirava un po' disorientata, diventando subito preda delle telecamere dei giornalisti. Ma la domanda a cui non si aspettava di rispondere è arrivata dalla sue spalle, dov'è spuntato il fidanzato e nuotatore Aleksandr Sukhorukhov, che da vero principe ha chiesto (e ottenuto) la mano della sua promessa sposa.

 

E vissero tutti felici e contenti, tranne il signor McLaren, quello della relazione, che ha già ordinato un campione dei calici di champagne serviti al Ballo degli Olimpionici..

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