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Le imprese tedesche tornano a fare affari con la Russia infischiandosene delle sanzioni

© AFP 2021 / Dirk WaemFabbrica di automobili
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Malgrado le sanzioni gli investitori esteri sono tornati a scommettere sulla Russia, soprattutto le imprese tedesche come Daimler e Henkel. Lo scrive Ruth Bender sul Wall Street Journal.

Negli ultimi nove mesi gli investimenti diretti delle imprese tedesche in Russia hanno superato i due miliardi di euro, superando il totale degli investimenti per tutto il 2015. Gli investitori sono stati attirati dalla valuta debole che rende il lavoro in Russia più economico rispetto alla Cina. Nonché gli sforzi di Mosca per attirare gli investimenti esteri.

Il produttore di automobili tedesco Daimler è attualmente in trattative con la Russia per la costruzione di un nuovo impianto di produzione, mentre la Volkswagen il mese scorso ha avviato la produzione della Tiguan presso lo stabilimento di Kaluga. Non solo. L'azienda di prodotti di consumo Henkel a giugno ha aperto una fabbrica a Perm.

Secondo Bender, la Siemens, costretta ad abbandonare gli affari russi a causa delle sanzioni, il mese scorso ha dichiarato che tornerà in Russia solo se ci sarà una distensione politica nei rapporti con l'Occidente, soprattutto dopo l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.

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