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Iran mette in guardia gli USA dalle conseguenze sull'estensione delle sanzioni

© AFP 2021 / ATTA KENARE Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif
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Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha dichiarato che la probabile proroga delle sanzioni degli Stati Uniti contro Teheran minerà la fiducia della comunità internazionale su Washington, segnala l'agenzia ISNA.

In precedenza era stato riferito che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe firmato la legge sul prolungamento di 10 anni delle sanzioni contro l'Iran approvata da entrambe le camere del Congresso.

"Se il presidente degli Stati Uniti estenderà le sanzioni, non avranno un effetto pratico, tuttavia per la comunità internazionale sarà emblematico dell'inaffidabilità dell'amministrazione americana che opera in contrasto con i suoi obblighi", — ha dichiarato Zarif oggi prima della conferenza "Cuore dell'Asia" che si svolge in India.

Secondo il capo della diplomazia di Teheran, le sanzioni non influenzeranno i rapporti degli altri Paesi con l'Iran.

La legge sulle sanzioni era stata adottata nel 1996 ed era mirata contro l'industria energetica iraniana per ostacolare lo sviluppo di armi nucleari. Le disposizioni del documento sono valide fino al dicembre 2016.

Nonostante l'accordo internazionale con l'Iran, il Congresso e il presidente si apprestano a lasciare in vigore la legge per poter prontamente imporre le sanzioni se gli Stati Uniti ritengono che l'Iran violi gli accordi.

L'Iran ed i 6 mediatori internazionali il 14 luglio 2015 hanno raggiunto lo storico accordo per risolvere la crisi sorta a seguito del programma nucleare di Teheran. E' stato concordato il piano d'azione globale congiunto, la cui implementazione rimuove le sanzioni economiche e finanziarie contro l'Iran imposte in precedenza dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea.

Il piano è entrato in vigore lo scorso 16 gennaio. Alla fine di febbraio l'AIEA aveva osservato che l'Iran rispetta i suoi obblighi nell'ambito dell'accordo internazionale sul programma nucleare nazionale.

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