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Prossima fermata, Mosca!

© Sputnik . Ruslan KrivobokLa stazione della metropolitana di Mosca "Komsomol'skaya".
La stazione della metropolitana di Mosca Komsomol'skaya. - Sputnik Italia
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I moscoviti che ogni giorno riempiono i treni della locale metropolitana nemmeno se ne accorgono, abituati come sono a percorrerne le stazioni, ma la loro è, probabilmente, la più bella metropolitana del mondo.

Al contrario, lo straniero che vi scende per la prima volta rimane subito impressionato dalla monumentalità di alcune di esse e dall'arte che vi è stata profusa.

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E' normale che non si faccia più caso ai luoghi che vediamo sempre e non ci si renda conto della loro peculiarità. Succede anche a Roma, dove ai romani capita di passare vicino ad autentici capolavori come la Fontana di Trevi o il Pantheon e di non rivolgere loro nemmeno uno sguardo.

Chi arriva a Mosca da turista o per lavoro, abituato a metropolitane semplicemente funzionali e, talvolta, spoglie, resta colpito in modo indelebile dalla bellezza di alcune stazioni e da come migliaia di persone per volta vi si spostino con naturalezza e con ordine. Tra l'altro, mentre le nostre metropolitane sono subissate dalla pubblicità, in quella di Mosca non ce n'e' traccia, forse proprio per non contaminare la sacralità dell'arte che vi è profusa.

Ricordo che un amico italiano, fotografo di professione, quando vi entrò per la prima volta in occasione di un breve soggiorno nella capitale decise di ritornarvi espressamente per immortalare con la macchina fotografica, le sensazioni che vi aveva vissuto. Ne uscì un libro d'immagini che, pur senza alcuna promozione, vendette facilmente in Italia qualche migliaio di copie.

Tutti gli stranieri che hanno avuto la fortuna di essere, per qualche ora, passeggeri su questi treni sotterranei si meravigliano che, tra tutte le promozioni turistiche fatte dalla Russia verso l'estero, non si enfatizzi sufficientemente questo tesoro che è, contemporaneamente, un efficiente mezzo di spostamento e un museo.

Mosca, la stazione della Metro Novoslobodskaya - Sputnik Italia
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Questo vuoto sarà, forse, colmato da un bellissimo filmato di poco più di trenta minuti realizzato da una giovane regista russa, Elena Gladkova, moscovita che ha studiato all'Università' Russa di Cinematografia S. Gerassimov e vi si è diplomata nel 2012.

Il suo documentario, un insieme d'immagini bellissime e di musica di compositori russi (ogni stazione presentata ha un suo particolare e diverso sottofondo musicale, scelto singolarmente per corrispondere al tema di ogni luogo) ha richiesto alcuni giorni per le riprese e ben due mesi per il montaggio. A quanto pare, giudicando dal risultato, tanta attenzione ai particolari è stata premiata perché il film è già stato presentato con successo anche al Festival di Cannes nel settore dei cortometraggi, al XXII Video Festival di Verona e al 69esimo Festival di Locarno, ove ha ottenuto anche il premio ISPEC.


Il film "Il palazzo del Popolo" su Youtube


La regista Gladkova non è nuova a riconoscimenti internazionali. Nel 2014 aveva ottenuto una Menzione Speciale allo Short Film Festival in West Virginia (USA) per il suo altro cortometraggio "Summer Day" quale miglior regista. Lo stesso è accaduto in Ungheria al Festival Eszterhazy Filmnapok, sempre nel 2014, con il filmato "Jazz Etude". I premi raccolti in Russia, sia come regista sia per l'editing dei filmati realizzati, nemmeno si riescono a contare.

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La scorsa settimana ha presentato a Milano il suo filmato "Il Palazzo del Popolo — La Metropolitana di Mosca", davanti a un pubblico numeroso e attento che, alla fine della proiezione, non ha lesinato né i complimenti né i meritati applausi.

In quest'occasione, le abbiamo chiesto come e perché era nata in lei la volontà di realizzare questo film su di un soggetto così particolare. Ci ha risposto che durante il Festival Cinematografico di Verona dello scorso anno, un architetto locale che aveva visto i suoi precedenti filmati l'aveva avvicinata per chiederle di girare qualche minuto proprio sulla metropolitana moscovita, per poter mostrare ad alcuni colleghi la bellezza di quelle stazioni. L'idea le piacque, al punto che decise di auto prodursi un vero film-documentario, un po' più impegnativo dei pochi minuti che le erano stati proposti. Ai nostri occhi ne è valsa la pena.

Alla domanda del perché ha voluto che una delle prime presentazioni fosse fatta in Italia, la regista ha dato una risposta che non può che lusingarci:

"Noi russi sappiamo che l'Italia è il cuore mondiale dell'arte e qui anche la gente comune percepisce il bello per istinto. Era quindi giusto, secondo me, partire da qui".

Grazie. E sinceri auguri di uguale successo anche in tanti altri Paesi!

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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