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Marcello Foa: “Con Trump grandi speranze di una distensione con la Russia”

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La vittoria di Donald Trump su Hillary Clinton è stata qualcosa di inaspettato nel suo modo di verificarsi. Personalmente ritenevo che The Donald avrebbe vinto con un margine più risicato, trovandosi così a portare avanti una presidenza sofferta dal punto di vista del sostegno popolare. Invece è accaduto il contrario.

© Foto : fornita da Marcello FoaMarcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.
Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale. - Sputnik Italia
Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.
Non ultimo, credo che la schiettezza del carattere di Trump gli abbia giovato nel veicolare la simpatia degli elettori: non a caso il vecchio Clint Eastwood ne ha lodato la franchezza, quasi da classe operaia, contrapposta allo sdolcinato politicamente corretto della generazione di fighette che tanto impera oggigiorno.

Si manifesta ora, imperativo, il bisogno di sbirciare sul futuro che ci attende. Per questo motivo ho posto alcune domande a Marcello Foa, noto giornalista italiano che ha avuto in Montanelli e Cervi i suoi maestri e mentori. Foa conosce l'America profondamente e ha sempre ritenuto possibile una vittoria di Trump, malgrado i suoi numerosi detrattori.

—  Secondo lei si può dire che la presidenza Trump è pienamente legittimata a governare?

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— Assolutamente sì: il popolo si è espresso liberamente, i democratici non hanno denunciato brogli, il risultato è netto. Trump è stato eletto democraticamente e ha pieno diritto di governare.

—  Trump riuscirà a rilanciare l'economia americana con un mix di protezionismo, denuncia di alcuni dei trattati economici in vigore, ritorno in patria delle aziende all'estero?

— Probabilmente è sbagliato aspettarsi riforme radicali e troppo rapide. A mio giudizio Trump opterà per correzioni graduali, puntando inizialmente sulle grandi infrastrutture e su qualche forma di protezionismo selettivo.

E' un uomo d'affari, non uno sciocco…

—  Trump parla di reintrodurre la divisione tra banche d'affari e di intermediazione. E' una cosa fattibile? E se sì, questo avrà un effetto positivo sull'enorme debito pubblico americano?

— Sarebbe una misura sacrosanta e una fonte di stabilità per il sistema finanziario mondiale. La questione è: riuscirà a superare l'opposizione delle lobby di Wall Street? Il Congresso lo seguirà? Personalmente me lo auguro.

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—  Come pensa reagiranno la Clinton ed i neocon nei prossimi mesi e anni? Cioè: ci sarà una resa dei conti più o meno legale o il sistema troverà un accomodamento pacifico?

— Hillary ormai è fuori dai giochi, i neoconservatori no, purtroppo. Il rischio maggiore è che si infiltrino nella nuova amministrazione. Mi auguro che Trump abbia l'accortezza di tenerli lontani.

—  Un'ultima domanda: con Trump Presidente, come crede cambieranno i rapporti con i partner-antagonisti degli americani e, in particolare, con la Russia? Siria ed Ucraina non sono gli unici focolai di crisi….

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— Ci sono grandi speranze di una nuova distensione con la Russia, che è nell'interesse innanzitutto dell'Europa. Se la tensione con Mosca scende sarà possibile trovare un accordo anche sull'Ucraina. Riguardo alla Siria se Trump è coerente abbandonerà l'incredibile sostegno degli americani a gruppi estremisti islamici che vengono presentati come moderati e che sono invece un'accozzaglia di fanatici sunniti. In questo senso, via libera alla distruzione dell'Isis. Speriamo che Trump sia di parola.

L'opinione dell'autore può non corrispondere a quella della redazione.

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