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Repubblica Ceca, premier dice no a dislocamento di un radar militare USA

© AFP 2021 / BELGA / DIRK WAEMBohuslav Sobotka, Prime Minister of the Czech Republic, speaks to the press during a high-level meeting on the fight against social dumping and free trade in the European Union, in Brussels, on June 25, 2015
Bohuslav Sobotka, Prime Minister of the Czech Republic, speaks to the press during a high-level meeting on the fight against social dumping and free trade in the European Union, in Brussels, on June 25, 2015 - Sputnik Italia
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Nel corso di un dibattito televisivo il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka si è dichiarato contrario alla possibilità di dislocare nel Paese un radar degli Stati Uniti. Negli ultimi giorni questa idea era stata promossa da alcuni politici americani.

Nel corso di un dibattito televisivo l'ex presidente della camera bassa del Parlamento ceco Miroslava Nemcova aveva accolto con favore l'iniziativa dell'ex sindaco di New York Rudy Giuliani per riprendere il piano sul dislocamento di un radar nel territorio ceco. Secondo la Nemcova, Giuliani è uno di quei politici le cui dichiarazioni vanno prese sul serio. Pertanto sarebbe stata soddisfatta se il neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il capo di Stato della Repubblica Ceca Milos Zeman avessero firmato l'accordo per schierare il radar.

"E' un progetto di fantasia che non verrà mai realizzato, — Sobotka ha contestato le parole della sua interlocutrice. — Il mio parere è negativo. Penso che oggi abbiamo diversi problemi di sicurezza."

Il primo ministro ceco ha ricordato che in precedenza il radar degli Stati Uniti in Repubblica Ceca era stato ideato contro le minacce provenienti dall'Iran. Ma ora la situazione è diversa e le relazioni con l'Iran sono migliorate, ha sottolineato Sobotka.

"Il radar significherebbe un ulteriore aggravamento della relazioni con la Russia, invece abbiamo bisogno di sfruttare l'elezione di Donald Trump per far sedere attorno ad un tavolo la Russia e gli Stati Uniti. Per l'Europa non c'è nulla di più importante che la fine della guerra in Siria. Perché se non termina il conflitto, non si fermerà il flusso di profughi: a loro che cosa possiamo offrire?", — ha detto Sobotka.

"Esercitano un'influenza significativa sugli eventi in Siria gli Stati Uniti, così come la Russia: occorre sfruttarlo", — ha aggiunto.

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