Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Un anno dopo il Bataclan è allerta in Europa, "l'ISIS colpirà ancora"

© AP Photo / FileMilitanti del Daesh
Militanti del Daesh - Sputnik Italia
Seguici su
Massima allerta nei servizi di sicurezza europea alla vigilia del primo anniversario degli attacchi terroristici a Parigi. "L'ISIS ha bisogno di un'operazione di successo, ci sono sempre più specifiche indicazioni per un imminente attacco" riporta la ABC.

L'operazione per la liberazione di Mosul, la sconfitta militare dell'IS, la perdita dei militanti e del 40% del territorio da loro in precedenza controllato, portano a supporre che i terroristi si preparino in un prossimo futuro a fare un attacco in Europa. L'obiettivo è quello di prevenire la demoralizzazione tra le fila dei suoi sostenitori, dicono fonti dei Servizi al quotidiano spagnolo ABC.

I Servizi fanno attenzione perché si avvicina il primo anniversario degli attacchi terroristici a Parigi. "L'IS ha bisogno di un'operazione di successo, ci sono sempre più specifiche indicazioni per un imminente attacco" hanno affermato le fonti di ABC.

I terroristi in Siria e in Iraq sempre più spesso chiedono a chi dei loro vive in Spagna di effettuare un attacco, la verità è che si susseguono le dichiarazioni di propaganda con cui l'IS si rivolge ai suoi sostenitori in Europa.

"Gli obiettivi possibili sono i luoghi di maggiore assembramento, con un attacco negli stadi, nei teatri, ai concerti o sui mezzi di trasporto.Come abbiamo visto a Nizza, non c'è bisogno di un'arma per colpire, basta l'intenzione di farlo" ha detto la fonte. Oppure come è già successo, con un attacco aereo.

I servizi segreti stanno anche valutando lo scenario possibile alla luce della sconfitta militare dell'IS in Siria e in Iraq.

"Dicono che Mosul è quasi liberata, ma questa operazione procede lentamente ed in modo sporco " rilevano le fonti.

Queste sono le loro cifre: nelle prime tre settimane di assedio si sono verificati il 95% degli attacchi terroristi, con l'obiettivo di proteggere il perimetro della città. Questo non significa che tutti i militanti moriranno, come chiede al Baghdadi. Ma la resistenza sarà crudele, i militanti sono pronti a diffondere video con i bambini sulle rovine e altre simili atrocità, per la società occidentale, per vincere la guerra di propaganda in cui sono "dei veri professionisti" e che permette loro di mobilitare la società musulmana.

Inoltre, il terrorismo islamico non scompare con una vittoria militare, poiché la base ideologica di questo fenomeno è la religione, o per meglio dire, "la sua interpretazione patologica", dicono i rappresentanti dei servizi segreti. Così, quattro anni fa, gli USA hanno dichiarato come Al-Qaeda sia stata distrutta dopo l'uccisione di Osama bin Laden e la distruzione delle sue basi terroristiche in Afghanistan. Ma con il passare del tempo è nata un'organizzazione ancora più potente, quale lo Stato Islamico.

Gli esperti ritengono che la perdita di territori porterà l'IS a nascondersi, a cambiare roccaforte, oggi i principali luoghi scelti potrebbero essere Libia, Algeria e la regione del Sahel. Di estremo pericolo per l'Europa sarà il ritorno di migliaia di militanti che combattono in Siria e in Iraq, con una vasta esperienza militare. Per l'IS I combattenti stranieri sono estremamente importanti non solo perché si uniscono alla lotta contro gli infedeli, ma anche perché "nutrono" le fila della polizia religiosa, che dovrebbe spingere le persone contro la loro loro volontà a vivere in conformità con l'interpretazione radicale dell'islam.

Ora nelle aree dove agisce l'IS ci sono circa 200 immigrati provenienti dalla Spagna ed il rischio aumenta a causa della vicinanza del paese col Marocco, luogo di partenza di duemila combattenti, una parte dei quali potrebbe tornare in Spagna.

"È uno scenario possibile, ma dobbiamo tenere a mente un paio di cose. IS non vuole andare via dalla Siria per motivi religiosi, politici e ideologici. È sbagliato pensare che sparirà da questa regione, anche se l'intero Paese non sarà sotto il suo controllo. Un altro problema è che il suo obiettivo principale è sempre stato, oltre che mantenere le posizioni, il suo diffondersi in Europa occidentale, Libia, Afghanistan, Mali" dice la fonte.

Lo Stato Islamico ha un altro vantaggio, dicono gli esperti. Molti dei suoi dirigenti vengono dall' intelligence irachena, sono ben preparati e conoscono perfettamente gli attuali nemici, dal momento che molti anni hanno lavorato con loro.

"Sanno cosa pensano, quali saranno le loro prossime mosse e ne avvertono le risposte. Non si può pensare che siano idioti. Hanno pensato a una strategia mostruosa" dice la fonte del giornale.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала