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E se vincesse quel demonio di Trump?

© REUTERS / Jim YoungDonald Trump
Donald Trump - Sputnik Italia
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Mancano tre giorni alle elezioni negli States ed il circo mediatico è ancora più curioso della campagna elettorale stessa. Nonostante negli Stati Uniti ci sia un vero testa a testa fra i due candidati, in Italia il mainstream è schierato a prescindere per la Clinton. E se vincesse quel demonio di Trump?

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Hillary o Donald? Il testa a testa per la Casa Bianca
I sondaggi sorprendono, perché se negli USA i due candidati alla Casa Bianca hanno praticamente lo stesso sostegno da parte degli elettori, gli europei, compresi gli italiani, tifano per Hillary Clinton. Si potrebbe riassumere in una frase la copertura mediatica italiana delle presidenziali statunitensi: Trump è sessista, razzista, omofobo, la buonissima Clinton sarebbe la prima donna presidente, evviva.

La candidata democratica in realtà sta passando dei guai dopo lo scandalo delle mail e le indagini dell'FBI, che rivelerebbero la questione dei suoi finanziamenti esteri e il suo coinvolgimento diretto nella guerra in Libia. La stampa italiana preferisce parlare di scandali sessuali e continuare a demonizzare Trump. Perché non parlare anche degli scheletri nell'armadio di Hillary e del pericolo di uno scontro ancora più acceso con Mosca con una presidenza Clinton? Attendendo l'Election day, da cui dipenderanno anche le sorti dell'Europa, Sputnik Italia ha intervistato Gianluca Ferrara, saggista e direttore editoriale di Dissensi Edizioni.

© Foto : fornita da Gianluca FerraraGianluca Ferrara, saggista e direttore editoriale di Dissensi Edizioni.
Gianluca Ferrara, saggista e direttore editoriale di Dissensi Edizioni. - Sputnik Italia
Gianluca Ferrara, saggista e direttore editoriale di Dissensi Edizioni.

— Se in America i due candidati vanno di pari passo, in Italia invece secondo i sondaggi la stragrande maggioranza dei cittadini tiferebbe per la Clinton. Gianluca, come mai i mass media del Belpaese sono così schierati per Hillary e vogliono convincere i lettori che sia lei la migliore?

— Premetto, Trump è la dimostrazione vivente che non sussiste una correlazione positiva tra ricchezza e intelligenza. Descriverlo però come l'anticristo è davvero ridicolo. In questa campagna elettorale non c'è stato un solo organo di informazione occidentale che non abbia attaccato Trump. Questo non perché oggettivamente è un candidato opinabile, ma perché l'ordine di scuderia è di attaccare Trump per avvantaggiare Clinton. La Clinton è un volto dei grandi potentati economico finanziari, quindi tutto il coro mediatico ne ha cantato le lodi.

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Italia: una colonia di USA e Germania
L'Italia è una colonia degli Stati Uniti e quindi si è adeguata ed ha attaccato Trump a prescindere. Questo è davvero raccapricciante se si ascoltano le parole dell'inviata RAI Giovanna Botteri dagli Stati Uniti: per mesi ha denigrato Trump, però non ha espresso una parola sui legami di Hillary, da molti definita Killary, con l'industria bellica, la finanza e con le multinazionali. Renzi, quando è andato negli Stati Uniti alla Casa Bianca da Obama ha scodinzolato e in cambio ha avuto l'endorsement per il referendum del 4 dicembre. Questo mi sembra un motivo in più per votare NO.

— Trump viene letteralmente demonizzato dai principali media italiani. Perché non si dice nulla delle malefatte della Clinton, per esempio dei suoi legami con i Sauditi?

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— Non viene detto nulla perché Hillary Clinton è il volto di questi interessi. Negli Stati Uniti a mio avviso i presidenti sono come degli aviatori che guidano l'aereo con il pilota automatico. Trump da questo punto di vista può rappresentare una rottura con questo schema, a prescindere che possa piacere o meno. Lui romperebbe lo schema del presidente che porta avanti un aereo la cui rotta è già stata fissata. La Clinton invece rappresenta i grandi interessi dell'industria bellica. Vorrei ricordare che quando la Clinton era segretario di Stato dal 2010 al 2012 ha dato l'ok a 165 miliardi di dollari in armamenti. Ha venduto armi a Paesi come l'Arabia Saudita che sta usando queste armi per decimare il popolo dello Yemen, come anche le armi che vende l'Italia alla fin fine all'Arabia.

Trump non è visto di buon occhio da potentati finanziari come la Goldman Sachs, che ha finanziato la campagna elettorale di Hillary Clinton, che porterà avanti la politica di Obama. Barack Obama pensava che sarebbe cambiato tutto, invece non è cambiato nulla. Se pensiamo all'industria dello junk food, sappiamo che continua ad uccidere con i propri prodotti grassi, prodotti che danneggiano l'organismo. Nonostante le sue dichiarazioni, Michelle Obama si è dovuta accontentare del suo orto biologico alla Casa Bianca. È di un'ipocrisia incredibile un presidente che non riesce a cambiare le leggi sullo junk food, sulla Big Pharma, sugli armamenti.

— Messi da parte gli scandali sessuali, il ciuffo di Trump e le proposte di Madonna, per gli interessi europei, sarebbe così disastrosa la vittoria di Trump? O è la Clinton ad essere più pericolosa tenendo conto della tensione con la Russia?

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Trump vuole collaborare con la Russia, Clinton è pronta alla guerra

— A mio avviso qualora dovesse vincere Clinton, nei prossimi due mandati, ci sarà una grande guerra con la Russia di Putin, la quale non è accettata in determinate élites statunitensi, che la Clinton rappresenta. Putin vuole rendere sempre più indipendente e libero dalle multinazionali statunitensi il proprio Paese, la Russia di Putin non è quella di Eltsin. Nei prossimi anni evidentemente la NATO con gli Stati Uniti in testa farà in modo che le provocazioni militari ed economiche portino, temo, ad un grande conflitto. Se vincesse la Clinton verosimilmente andremmo verso uno scenario simile.

Se vincesse Trump, con tutte le contraddizioni che potrà avere, avrà una politica estera più isolazionista, non dovrebbe tangere come una presidenza Clinton. Per noi europei, italiani in particolare, sarebbe auspicabile un'elezione di Trump, anche perché verrebbero meno le tensioni con la Russia e si potrebbero ripristinare i rapporti commerciali di prima.

— Seguendo le presidenziali degli States i giornalisti italiani che si schierano con la Clinton, non considerano minimamente gli interessi europei.

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“Obama rinuncia a collaborare con Putin per orgoglio e non sancire fine egemonia USA”

— L'Italia è sempre stata una grande colonia degli Stati Uniti contro i propri interessi. Pensiamo all'ingerenza di Obama sulla Brexit, le ingerenze sul referendum del 4 dicembre in Italia. Dopo il secondo conflitto mondiale purtroppo siamo diventati una colonia succube e non riusciamo a liberarci da questa situazione. C'è stato un passaggio di consegna di chiavi da un carceriere all'altro, prima ai fascisti e ora stanno in mano agli statunitensi. Non siamo un popolo libero e sovrano. Putin vuole rendere il suo Paese libero, questo non gli è permesso, perché l'idea egemonica degli Stati Uniti è quella di controllare ogni nazione.

— Immaginiamo che vinca Trump. Ora gli stessi giornalisti che l'hanno demonizzato fino all'ultimo, dovranno cantare le lodi al nuovo presidente americano, come da prassi. Come faranno però a rigirare la frittata?

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— Se vince Trump secondo me prima di tutto daranno la colpa alla Russia. Dovranno prima trovare un capro espiatorio, dopo la fase iniziale di panico, i mass media torneranno a scodinzolare e quindi a tessere le lodi di colui, che in precedenza è stato attaccato. Da i giornalisti c'è da aspettarsi di tutto, specie quelli italiani. I grandi mass media non sono liberi, alle loro spalle ci sono grandi interessi finanziari. Più che capire quello che diranno i giornalisti, c'è da capire quali saranno gli interessi in gioco, di cui i media saranno voce.

Bisogna poi vedere qualora vincesse Trump, se andrà in realtà a toccare determinati poteri e se andrà a toccare la finanza. Temo che lui faccia molti proclami per avere consenso elettorale. Lui in finale resta una persona del sistema capitalista statunitense. Potrà ribaltare le cose fino ad un certo punto. Magari si riuscisse a far vincere la politica rispetto ai potentati finanziari!

— Comunque sia con Trump c'è la speranza che i rapporti con Mosca non peggiorino ancora di più, no?

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— Questo sarebbe l'aspetto migliore. Secondo le dichiarazioni fatte, sembra che qualora dovesse vincere Trump, ci dovrebbe essere una distensione con la Russia. È l'aspetto più importante di tutta la faccenda. Clinton è una persona molto aggressiva, si è visto in Libia, in Siria e nelle dichiarazioni che ha fatto contro la Russia. Dopo il 1989 non è accettata l'idea che ci possa essere un contraltare all'impero statunitense. Si potrebbe pensare di arrivare ad una guerra e l'unica guerra che la Russia può vincere è quell'atomica, perché sul piano della guerra tradizionale non ci sono le possibilità. Si rischia che ci possa essere uno scontro nucleare e tutto ciò è folle.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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