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Ex ambasciatore della Polonia rivela miti di Varsavia che stroncano rapporti con Russia

© AP Photo / Alik KepliczPolonia
Polonia - Sputnik Italia
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La politica polacca nei riguardi della Russia si basa su miti, le relazioni con la Russia sono interpretate in categorie in bianco e nero, per questo i Paesi non riescono praticamente ad interagire, scrive l'ex ambasciatore polacco in Russia Katarzyna Pełczyński-Nałęcz in un articolo sulla rivista Polityka.

Il primo mito consiste nel fatto che la Russia è "cattiva a priori (aggressiva, ingannevole, antidemocratica) e quindi non bisogna impegnarsi in un dialogo con essa." Questa impostazione determina la politica ("o meglio la sua mancanza") di Varsavia. Tuttavia se ci si basa sul fatto di non dialogare con Paesi "cattivi", bisognerebbe rinunciare ai contatti con la Cina ed altri Paesi. Tuttavia le relazioni di Varsavia e Pechino si stanno sviluppando bene, mentre "con la Russia da due decenni, di fatto sono congelate." La Polonia ritiene che Mosca minacci la sua sicurezza nazionale, scrive Pełczyński-Nałęcz.

Il secondo mito è che qualsiasi tipo di dialogo con Mosca sia "destinato al fallimento" perché la Russia come in passato persegue la linea del confronto con l'Occidente. Se fosse vero, dice l'ex diplomatico, "si dovrebbero negare tutti i successi di cooperazione tra l'Occidente e la Russia dopo il crollo dell'Urss."

Il terzo mito afferma che "instaurare il dialogo con la Russia tradisce gli interessi polacchi". Ma la mancanza di dialogo con Mosca non rivela l'assurdità dello stesso, ma l'incompetenza dei politici polacchi.

Il quarto mito è la convinzione che la posizione della Polonia possa impedire ad altri Paesi di perseguire la politica del "disgelo" nei rapporti con la Russia. La quasi totale assenza di dialogo tra Mosca e Varsavia non ha impedito agli altri membri dell'Unione Europea di stabilire contatti con il Cremlino.

Un altro equivoco è che la "politica intransigente della Polonia verso Mosca serva a proteggere gli interessi di Ucraina e Bielorussia." Ma né Kiev né Minsk non godono di alcun beneficio dal fatto che la Polonia non abbia contatti con la Russia.

L'ultimo mito è che "la Polonia è troppo debole per raggiungere qualche successo nei rapporti con la Russia" e Mosca e l'Occidente si accordano alle spalle di Varsavia. Ma questo è quello che potrebbe accadere: "in Europa la Polonia persegue una linea radicale che la esclude in qualche dai processi decisionali, diventa debole e chiede di fatto che tutto venga risolto senza sentire la sua opinione", ritiene l'ex diplomatico.

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