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Il sistema giapponese antimissilistico preoccupa Mosca

© Sputnik . Alexander Liskin / Vai alla galleria fotograficaRoccie dell'isola Shikotan, Isole Curili
Roccie dell'isola Shikotan, Isole Curili - Sputnik Italia
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Viste tutte queste fughe di notizie, l'impressione che si ha è che nella Capitale giapponese, alla vigilia della visita di Putin, molte idee radicali vengono discusse.

Tokyo non ha intenzione di mettere le isole Curili meridionali sotto l'azione di sicurezza nippo-americana se questi territori saranno restituiti al Giappone. Lo ha affermato il 31 ottobre in un dibattito nella camera bassa del Parlamento il Primo Ministro Shinzo Abe e il Ministro degli esteri Fumio Kisida. Questa dichiarazione è di fondamentale importanza soprattutto nel contesto di preparazione per la visita del presidente Putin in Giappone. Tuttavia, a quanto pare, in materia di sicurezza i due Paesi hanno più argomenti di dialogo aperti.

Il 29 ottobre l'agenzia Kyodo ha riferito, citando le sue fonti, che Tokyo presumibilmente può dare a Mosca una garanzia riguardo il Trattato di sicurezza con gli USA, che non verrà applicato nelle isole Curili, se saranno ridate al Giappone, così gli Stati Uniti non saranno in grado di porre le loro strutture militari. L'agenzia ritiene che la variante di revisione del trattato sulla sicurezza con Washington che riguarda l'inserimento di un paragrafo chiamato "eccezioni" per le isole però non è ancora stata fatta.

"Questo non corrisponde alla realtà" ha detto il Premier che ha sottolineato che l'accordo di sicurezza con gli americani "si estenderà a tutto il territorio e le acque che sono in gestione amministrativa del Giappone". Ma viste tutte queste fughe di notizie, l'impressione che si ha è che  nella Capitale giapponese, alla vigilia della visita di Putin, molte idee radicali vengono discusse.

Per Mosca, quando si parla della questione del Trattato di pace, la cosa più importante rimane l'aspetto della sicurezza ai suoi confini dell'Estremo Oriente. Alla fine di ottobre, il vice Ministro della Difesa russo Anatoly Antonov, in un incontro con l'ambasciatore del Giappone in Russia Toechisa Kodzuki, ha espresso preoccupazione circa la partecipazione di Tokyo allo schieramento della Difesa americana nella regione dell'Asia e del Pacifico.

Il Ministero della Difesa della Russia ha ricordato che nel 2000 il Giappone insieme con gli Stati Uniti, ha fatto test di missili intercettori, nella cui progettazione sono stati utilizzate tecnologie giapponesi. Lo stesso è accaduto per i test dei missili Standard SM-3 e del sistema di difesa antimissile AEGIS. Questo è stato più volte affermato dal Ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavrov, e dagli alti funzionari militari russi.

Questi sistemi di difesa americani, affermano in Russia, violano il principio di parità di sicurezza e portano alla corsa agli armamenti. Parlando al forum di Valdai,

Putin ha accusato gli USA di "modificare a proprio vantaggio l'equilibrio strategico, a livello internazionale, insieme al regime giuridico che vieta la distribuzione di nuovi sistemi di difesa missilistica". Tale approccio coincide completamente con la posizione della Cina sulla questione.

Mosca e Pechino stanno valutando le estensioni dei sistema PRO nella regione come una minaccia per il loro potenziale di deterrenza nucleare. La Russia capisce la preoccupazione dei giapponesi per la Corea del Nord, dotata di un razzo nucleare, ma anche la cooperazione con gli americani nel settore delle armi di difesa missilistica è diretta contro Pyongyang, oltre che contro la Russia. Il Giappone infatti può minacciare la Russia direttamente con il suo potenziale di deterrenza nucleare.

Dai tempi della "guerra fredda" le Forze di autodifesa del Giappone sono sempre impegnate a combattere contro i sottomarini russi in collaborazione con la marina americana. Il mare rimane la zona di attracco strategico dei sottomarini missilistici, che sono uno degli elementi chiave della triade nucleare della Russia.

In Kamchatka nel villaggio di Viljucinsk c'è la più grande base di sottomarini nucleari. Negli ultimi anni sono stati introdotti nella flotta 3 nuovi sottomarini del progetto Borea, con i missili Bulava. Queste armi sono progettate per mantenere l'equilibrio strategico tra Russia e USA. Anche se a livello informale, gli esperti sostengono ora che le attività giapponesi delle forze navali di autodifesa sono rivolte solo contro la Cina e non contro la Russia, ma questo è difficile da credere. Tale situazione è radicalmente contraria agli obblighi presi dai giapponesi in base al Contratto di sicurezza. La scelta del Giappone di aderire al sistema di difesa missilistica rende il problema ancora più grave.

Di questi problemi di sicurezza è necessario discutere in un contesto e in un clima di fiducia nelle relazioni russo-giapponesi. E il tema delle basi americane nelle Curili meridionali deve rimanere nella sfera delle ipotesi.

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