Mailgate, sostenitori di Hillary Clinton sospettano legami tra FBI e Cremlino

© REUTERS / Brian SnyderU.S. Democratic presidential candidate Hillary Clinton speaks at the Congressional Hispanic Caucus Institute's 39th Annual Gala Dinner in Washington, DC, U.S. September 15, 2016
U.S. Democratic presidential candidate Hillary Clinton speaks at the Congressional Hispanic Caucus Institute's 39th Annual Gala Dinner in Washington, DC, U.S. September 15, 2016 - Sputnik Italia
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Il rappresentante del Partito Democratico al Congresso Tim Ryan ha ipotizzato che possa esserci la mano di Mosca nelle nuove indagini dell'FBI sulle e-mail di Hillary Clinton. Lo ha dichiarato alla CNN.

In precedenza venerdì, ad 11 giorni dalla data delle presidenziali americane, il direttore dell'FBI James Comey ha annunciato la ripresa delle indagini contro la Clinton.

Secondo Comey, sono stati scoperti nuovi messaggi e-mail della Clinton, su cui bisogna far luce per capire se siano contenute informazioni segrete.

Ancor prima l'FBI aveva deciso di non incriminare l'ex segretario di Stato per aver gestito la corrispondenza ufficiale attraverso il server di posta privata. Il rappresentante del Congresso del Partito Democratico Tim Ryan ha trovato strano che l'FBI improvvisamente abbia deciso di riprendere le indagini.

"Da dove sono stati presi questi documenti? Come sono arrivati all'FBI? E' coinvolta la Russia? Non abbiamo la più pallida idea da dove siano spuntati fuori questi documenti", — ha detto.

Ha espresso la stessa perplessità l'ex leader del Partito Democratico Howard Dean.

Ha scritto su Twitter che il direttore dell'FBI James Comey si è "schierato" con il presidente russo Vladimir Putin e "probabilmente per sempre ha distrutto la credibilità dell'FBI."

Mosca ha ripetutamente negato le accuse dei politici statunitensi sulla presunta ingerenza nelle presidenziali americane.

Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato testualmente che la Russia non può influenzare il corso delle elezioni, sottolineando che gli Stati Uniti non sono una "repubblica delle banane" ma una grande potenza.

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