“Se Hillary Clinton vincerà le presidenziali il mondo sarà più pericoloso”

© AP Photo / Andrew HarnikHillary Clinton
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Se Hillary Clinton verrà eletta presidente degli Stati Uniti, il mondo diventerà un luogo molto più pericoloso, scrive nel suo articolo per la rivista online “The Conversation” il professore dell'università australiana di La Trobe ed esperto di relazioni internazionali Joseph Camilleri.

"Il fatto è che la posizione che costantemente ha difeso la Clinton si basa sull'uso della forza militare, che si tratti di Afghanistan, Iraq o Libia e a giudicare dalla sua campagna elettorale non è cambiato nulla," — ritiene Camilleri.

Ha richiamato l'attenzione su una serie di sfide che la Clinton dovrà affrontare se verrà eletta presidente. In primo luogo il discorso riguarda il peggioramento delle relazioni tra USA e Russia.

Il fattore chiave di questo peggioramento è l'espansione della NATO, che ha assorbito una parte significativa dell'Europa orientale. Un altro importante fattore è lo schieramento di elementi della difesa missilistica americana in Romania. Mosca vede tali azioni come una minaccia alla sua sicurezza, si afferma nell'articolo.

Allo stesso tempo Mosca non è l'unico problema che gli Stati Uniti devono risolvere: c'è la Cina, che rafforza il suo "potenziale militare" ed economico nel Mar Cinese Meridionale, la Corea del Nord e la sua minaccia nucleare ed i conflitti non risolti in Medio Oriente.

"Come risponderà la Clinton a queste sfide?— si chiede Camilleri. — Se crediamo alle parole di suo programma elettorale, tramite una politica di forza."

In particolare, ha promesso di "confrontarsi con Putin" e "costringere la Cina a rispondere" di qualsiasi azione destabilizzante nella regione. Camilleri evidenzia la pericolosità e l'infondatezza di questo tipo di dichiarazioni.

Secondo l'esperto, la Clinton vuole salvare il ruolo egemone degli Stati Uniti in politica internazionale nonostante il mondo non sia più unipolare.

Durante la sua campagna elettorale, la candidata dei Democratici non ha parlato delle lezioni che gli Stati Uniti avrebbe dovuto imparare dopo l'Afghanistan, l'Iraq, la Libia, lo Yemen e la Siria.

Inoltre le decisioni che ha assunto sulla crisi libica e gli altri conflitti dimostrano che la Clinton sia convinta che l'uso della forza militare non abbia alcuna limitazione.

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