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Visita dei consiglieri regionali italiani in Crimea può diventare un caso diplomatico

© Sputnik . Vasiliy Batanov / Vai alla galleria fotograficaSebastopoli, Crimea
Sebastopoli, Crimea - Sputnik Italia
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La missione dei 18 parlamentari italiani in Crimea rischia di diventare un incidente diplomatico internazionale. In vista della loro visita il Consolato Generale dell'Ucraina a Milano ha scritto ai consiglieri di alcune regioni una lettera di diffida a seguire l'iniziativa del Consigliere veneto Stefano Valdegamberi di visitare la Penisola russa.

Prima della partenza per Crimea Sputnik-Italia ha raggiunto On.Valdegamberi per chiarire la situazione. 

— Di che cosa esattamente si tratta la lettera del Consolato Generale dell'Ucraina a Milano? Come vi sta minacciando?

© FotoStefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi - Sputnik Italia
Stefano Valdegamberi

— E' arrivato lo stesso testo che ha ricevuto qualche anno fa Silvio Berlusconi. Quindi siamo in una buona compagnia. Questa lettera, che è scritta con un tono un po' minaccioso, invita i consiglieri regionali a non andare in Crimea perché si tratta di un territorio occupato. Secondo i diplomatici ucraini, la nostra missione violerebbe il Codice Penale dell'Ucraina e potrebbe influenzare gli accordi internazionali. A mio avviso, uno stato straniero, che tra l'altro limita le libertà politiche al proprio interno, non si deve permettere di interferire nelle iniziative politiche e personali dei consiglieri regionali eletti di uno Stato terzo. Questo metodo è assolutamente scorretto. Le autorità ucraine avrebbero dovuto informare il Ministero degli esteri italiano o il nostro Governo e non coinvolgere in questa storia il suo Console. Io desidero che questo tipo di episodi non avvengano più. Penso che sarebbe necessario espellere questo diplomatico ucraino dall'Italia perché non esistono i comportamenti analoghi in nessuna parte del mondo. Io personalmente non mi sono mai permesso di bacchettare il pensiero o le scelte dei parlamentari ucraini. 

— Come hanno reagito i consiglieri regionali a questo tipo di pressione? Qualcuno di loro per caso ha cancellato la visita in Crimea?

— Non sono per niente spaventati. Si sono messi a ridere. Anzi adesso sono ancora più convinti che era giusto di andare. Quindi gli ucraini hanno provocato la reazione contraria. Direi che questo tipo di metodi non fanno altro che mettere in dubbio la loro buona fede e le loro ragioni. Vorrei sottolineare che noi siamo in Italia e non in Ucraina dove c'è il divieto di fare politica agli altri partiti.

— Quali speranze ha per questa missione in una clima così tesa. Pensa che andrà tutto come avete programmato?

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— Io sono sicuro che tutto andrà bene. Anzi credo che la nostra missione tenta di ridurre questa tensione. È un messaggio per costruire ponti più che creare divisioni. Vogliamo superare i muri e le barriere e soprattutto superare questa russofobia che si sta crescendo.  Noi non siamo per le divisioni ma siamo per l'amicizia, siamo per stabilire la tranquillità e soprattutto il diritto all'autodeterminazione dei popoli. Ho fatto una proposta recentemente dicendo perché l'Ucraina non chiede la comunità internazionale, sotto l'egida dell'ONU, di rifare un referendum sulla Crimea per vedere la vera volontà del popolo di questo territorio. Una volta che si sono espressi in un verso o in un altro, mettiamo chiusa la questione. Ho parlato con le persone della Crimea e so cosa pensano e non capisco perché non si dichiara questa possibilità di esprimersi.

Questo non succede perché, al mio avviso, gli ucraini sanno benissimo che la stragrande maggioranza del popolo della Crimea voterà per essere la parte della Federazione Russa e non dell'Ucraina. E mi chiedo perché la comunità internazionale riconosce il diritto di Kosovo all'autodeterminazione e non lo fa nel caso di Crimea?

— Sulla stampa russa cita il presidente dell'azienda vinicola Cantina di Soave Attilio Carlesso e altri imprenditori italiani e russi i quali promettono che Italia e Crimea presto presenteranno un vino congiunto. Come valuta le possibilita` di cooperazione in questo ambito tra i due paesi?

— Oltre alla parte politica della nostra missione è prevista anche una serie di incontri per gli imprenditori tra i quali la più importante e` la cantina Soave. Questa cantina vinicola vuole iniziare una collaborazione con i produttori della Crimea che potrebbe portare alla creazione di un prodotto di qualità da lanciare al mercato non solo russo ma anche internazionale. Quindi si tratta di una collaborazione che si nascerà in questi giorni durante i primi incontri. È solo l'inizio e poi vedremo dove si andrà. È una prospettiva alle quale guardiamo con l'entusiasmo da parte nostra e da parte di cantina Soave. Insomma ci sono tante aspettative…

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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