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Una no-fly zone su Aleppo sarebbe una dichiarazione di guerra a Russia e Siria

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Alla Camera dei Comuni britannica è stata discussa la prospettiva dell'introduzione di una no-fly zone sopra Aleppo, idea condivisa anche da Hillary Clinton. L'idea di usare “forza aerea” può sembrare attraente per i paesi occidentali, ma in Siria questa mossa è molto pericolosa. Lo ha scritto sul Guardian Jonathan Steele.

"L'Aeronautica militare siriana è completamente presa e non faranno marcia indietro nella loro campagna per distruggere i loro avversari ad Aleppo. Dopo tre anni di stallo, Bashar al-Assad sente di aver riacquistato il vantaggio ed è determinato a riprendersi la più grande città del paese" si legge nell'articolo.

Ancora più importante, continua il giornalista, anche i russi sono attivi in aria, quindi la creazione di una no-fly zone sarebbe in realtà una dichiarazione di guerra sia al regime siriano che a Mosca. Allo stesso tempo, l'Occidente non può nemmeno contare sul mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Secondo Steele, ci sono solo tre "possibili opzioni" per salvare gli abitanti di Aleppo, che preferirebbero risolvere la situazione senza il confronto militare tra la Russia e l'Occidente. La prima opzione è un esodo volontario dei terroristi da Aleppo. La seconda opzione comporta il ritorno della città sotto il controllo del governo pieno. L'ultima opzione è una tregua, la cui realizzazione non è facile visto il collasso degli accordi russo-americani.

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