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Difesa della Identità e Sovranità nazionale: i concetti base in Costituzione dell’Ungheria

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L’Ungheria inserisce fra i principi base della sua Costituzione i concetti di identità e sovranità nazionale.

Il paese metterà limiti alla effettività di decisioni esterne, come le quote dei rifugiati, che, tra gli altri effetti, possano alterare la composizione etnica della popolazione del paese.

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L'annuncio del Governo coincide con l'avvenuta marcia di centinaia di migranti verso la frontiera ungherese esigendo l'apertura totale delle frontiere.

Il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, è disposto a plasmare la Costituzione nel travolgente no (98%), ottenuto nel referendum, da parte dei suoi cittadini al piano migratorio di Bruxelles. Come lo farà? Si chiedono in molti. Rafforzando l'Identità Costituzionale per poter respingere le decisioni esterne sui temi sensibili.

"Quello che registreremo (in emendamenti alla Costituzione) sarà quello che riguarda la identità costituzionale del paese", ha spiegato il ministro della Giustizia, László Trócsányi, in una conferenza stampa. Trócsányi ha confermato che la proposta di riforma sarà presentata al Parlamento, una misura che già era stata annunciata dal primo ministro dopo del referendum sulla ricollocazione dei rifugiati della scorsa domenica.

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Per quanto la partecipazione non abbia superato il 50% richiesto per la sua validità, Orban argomenta che lo schiacciante trionfo del "No" al sistema di ripartizione dei rifugiati giustifica questo cambiamento costituzionale.

Senza entrare nei dettagli della proposta, Trócsányi ha anticipato che il Governo vuole sottolineare "l'identità costituzionale" del paese e, tra le altre questioni, il suo diritto a respingere decisioni esterne che possano alterare la composizione della popolazione del paese.

"Il diritto comunitario non deve avere prevalenza rispetto al diritto costituzionale, i Trattati (della UE) non dicono questo", ha argomentato il ministro. Trócsányi ha alluso a una decisione analoga del Tribunale Costituzionale tedesco sulla non applicazione di misure della UE che siano in contrasto con le leggi e l'integrità della Germania.

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Orban ha già anticipato lo scorso Martedì che la riforma accoglierà il principio che "le persone seza diritto ad una libera circolazione e residenza potranno essere ricollocate soltanto mediante una decisione antecedente e legale" dell'Ungheria attraverso una procedura personalizzata caso per caso. Un altro punto che Orban ha sottolineato e che si spera di introdurre nell'emendamento è quello che "si proibisce il radicamento in gruppi (di persone) nel paese".

Si spera che, dopo che il lunedì, saranno presentati i quattro emendamenti costituzionali, e che questi entrino in vigore dopo una loro discussione ed approvazione al Parlamento per la metà di novembre.

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Attraverso della rotta dei Balcani, la stessa che hanno utilizzato vari terroristi implicati negli attentati di Parigi, un folto gruppo di migranti si dirigono verso la frontiera ungherese per richiedere l'apertura totale delle frontiere, le cifre parlano di circa duecento persone, in maggiornaza uomini, che viaggiano dalla Serbia fino alla frontiera ungherese gridando lo slogan "open the borders", così come viene riferito dal giornale ABC News.

La Serbia, come è accaduto per l'Ungheria, si trova attualmente al collasso per la forte ondata di migranti e per la massiccia richiesta di domande di asilo. Il presidente serbo, Tomislav Nikolic, ha annunciato che non alzerà un reticolato per contenere i migranti ma invierà l'Esercito per presidiare le frontiere con la Macedonia e la Bulgaria.

Scortati dalla polizia i migranti, in maggioranza afghani e pakistani, fra i quali sono mischiati vari attivisti delle ONG, percorreranno circa 200 Km. in forma di protesta, perchè si apra loro il passaggio verso la zona di libera circolazione di Shengen, gli stessi denunciano la situazione al collasso dei campi profughi in Serbia e criticano il Governo ungherese per volersi ostinare a difendere le sue frontiere. Questo Martedì hanno richiesto al governo Orban di lasciarli entrare in Europa e portavano cartelli con slogan tipo "non necessitiamo di cibo nè di acqua, vogliamo soltanto che si aprano le frontiere". I migranti sono sostenuti da attivisti delle organizzazioni come "No Borders" e "Open Society" che fanno capo al noto finanziere George Soros, di origine ungherese.

Fonte: Sapere è un dovere

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