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The Nation: i falchi americani contano sulle differenze di Russia e USA

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Le vie diplomatiche per tentare di raggiungere una soluzione pacifica in Siria erano condannate a fallire fin dall'inizio.

I falchi americani gioiscono dei disaccordi tra la Russia e gli USA in Siria, perché in questo vedono un'opportunità per promuovere i propri interessi in politica estera, scrive un ex dipendente del dipartimento di Stato americano, editorialista di The Nation, James Cardin.

Secondo lui, dopo che Washington ha annunciato la sua decisione di abbandonare i negoziati bilaterali con Mosca sulla Siria, negli Stati Uniti è salita un'intera ondata di chiamate collettive per un' operazione militare americana sul territorio di questo Paese.

Dal punto di vista di Cardin, le vie diplomatiche per tentare di raggiungere una soluzione pacifica in Siria erano condannate a fallire fin dall'inizio, o meglio, da quando gli aerei americani hanno attaccato le truppe governative e ucciso decine di persone.

In seguito dai media  è emersa la notizia che i cosiddetti alleati americani dei paesi del golfo Persico erano pronti a fornire ai ribelli siriani che combattono contro Bashar al-Assad i sistemi portatili antiaerei (MANPADS). Ma non è tutto: in estate il deputato Eliot Engel ha introdotto una legge sulla protezione della popolazione civile in Siria, il cui obiettivo è quello di "porre fine alla distruzione del Paese". Messe da parte le sue buone intenzioni, questo atto, che ora sostengono 70 persone di entrambi i partiti, può diventare l'occasione per l'introduzione sul territorio della Siria, di una no-fly zone.

Secondo Cardin, i governanti USA dimenticano la cautela e sempre più spesso fanno dichiarazioni che sembrano un'evidente allusione a un possibile conflitto militare tra stati Usa e Russia. Carlin cita l'editorialista del The New York Times Tom Friedman che ha scritto all'inizio di questa settimana, che la CIA deve dare a Vladimir Putin "una dose della sua stessa medicina". Egli stesso ha sottolineato che gli Stati Uniti presumibilmente sottovalutato il livello di pressione necessaria per rendere l'intervento efficace ed occorre migliorarlo.

"Che vuol dire "aumentare la pressione" in questo contesto?

Friedman, naturalmente, non lo ha detto, ma ha forse in mente, che gli Usa scendano in guerra con la Russia, per la Siria e, probabilmente, per l'Iran, pieni di salafiti estremisti, per rovesciare legittimi governi eletti, situati a 6000 miglia dalle coste americane?" si chiede Cardin.

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