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Da oggi gli USA hanno perso il controllo su Internet

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Oggi è scaduto il contratto della corporation per la gestione delle denominazioni del dominio (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, ICANN) con il Dipartimento del Commercio USA e l'authority delle Telecomunicazioni (National Telecommunications and Information Administration NTIA), si legge nei comunicati di NTIA e ICANN.

Questo significa che l'esecuzione dei lavori tecnici per il funzionamento di internet da parte dello IANA (Internet Assigned Numbers Authority) verrà supervisionato dalla comunità internazionale, non dal governo degli Stati Uniti.

E' un momento storico per la transizione della governance di Internet in mani private, si evidenzia nel comunicato della ICANN.

L'ICANN continuerà a svolgere le proprie funzioni, ma cesserà la prassi di concordarle con il governo americano, aggiunge una fonte vicina alla ICANN. A breve l'ICANN creerà una società speciale con la partecipazione di rappresentanti della comunità internazionale, che gestirà le richieste di modifica delle radici dei nomi e degli indirizzi di Internet e controllerà il rispetto di tutte le norme, racconta la fonte. Continuerà a introdurre questi cambiamenti la società americana Verisign, impegnata nell'assistenza dei root server DNS e del registro dei domini di primo livello, riferisce la National Telecommunications and Information Administration americana.

Secondo il membro del board della ICANN Stephen Crocker, il trasferimento del controllo su Internet veniva preparato sin dal 1998, quando l'ICANN ha cominciato a svolgere le funzioni per la gestione del sistema di indirizzi e nomi sulla rete.

Di conseguenza la società-web ha approvato lo schema di gestione della rete globale sulla base del principio del "multistakeholderism": nella governance del web sono coinvolte tutte le parti interessate di tutto il mondo. Allo stesso tempo gli utenti Internet non dovrebbero sentire alcun cambiamento nella rete, promette la ICANN.

Da molto tempo l'ICANN aveva messo a punto un piano per il trasferimento della governance di Internet alla comunità internazionale. Lo scorso marzo anche l'amministrazione americana aveva confermato di voler rinunciare al ruolo di coordinamento delle funzioni dello IANA.

Il tema del controllo su Internet è stato discusso dalla comunità internazionale negli ultimi anni e il dibattito è diventato particolarmente acceso dopo che l'ex agente della National Security Agency (agenzia di intelligence USA) Edward Snowden aveva rivelato gli schemi sullo spionaggio su larga scala degli utenti di Internet da parte dei servizi segreti statunitensi.

A seguito delle rivelazioni di Snowden i funzionari di molti Paesi avevano sostenuto che Internet, essendo una risorsa mondiale, non doveva essere gestito dalle autorità di un singolo Paese, nel caso particolare dagli Stati Uniti.

In Russia la questione era stata sollevata dal consigliere di Putin Igor Shchegolev e dal ministro delle Comunicazioni Nikolay Nikiforov.

Gli elementi chiave di Internet (ad esempio i root server DNS, che danno accesso a tutti gli indirizzi sulla rete) si trovano al di fuori della Russia e non sono controllati in alcun modo dal nostro Paese. L'assegnazione dei nomi e degli indirizzi da parte della ICANN avviene con il controllo degli Stati Uniti, aveva affermato Shchegolev.

Già nel 2012 la Russia aveva proposto di trasferire la governance di Internet ad un'organizzazione internazionale, la International Telecommunication Union. Questa idea era stata sostenuta da Cina, Iran, Sudan, Arabia Saudita, Algeria, Bahrain, mentre gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia e la UE si erano opposti.

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