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Le possibilità dei sottomarini nucleari russi contro quelli americani in battaglia

© Foto : Defense Ministry Press ServiceАтомная подводная лодка Северного флота "Северодвинск" в акватории Баренцева моря перед пуском крылатой ракеты "Калибр"
Атомная подводная лодка Северного флота Северодвинск в акватории Баренцева моря перед пуском крылатой ракеты Калибр - Sputnik Italia
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L'esperto della rivista americana The National Interest Kyle Mizokami ha confrontato le caratteristiche dei sottomarini a propulsione nucleare russi di 4° generazione del progetto "Yasen" e dei loro avversari americani: i sommergibili multifunzionali "Virginia".

Secondo l'analista, con il crollo dell'Unione Sovietica e la scomparsa della flotta sovietica per 2 decenni gli Stati Uniti hanno goduto di "un'innegabile superiorità nei mari", ora messa in discussione dai sottomarini del progetto 885 "Yasen". Da un punto di vista tecnologico, il fiore all'occhiello delle flotte dei due Paesi sono il sottomarino nucleare russo K-560 "Severodvinsk" e il sottomarino Virginia della versione Block III.

Il sommergibile "Severodvinsk" è più lento di quello americano, ma è in grado di immergersi a profondità superiori: il sottomarino Virginia può scendere fino a 488 metri di profondità, rileva l'editorialista della rivista.

"Entrambi sono ben armati, tenendo conto che Severodvinsk è dotato del complesso anti-missile" Club-S "(Kalibr-Pl), la cui presenza permette al sottomarino russo di rispondere rapidamente alle azioni delle navi nemiche, armate di siluri di piccole dimensioni," — evidenzia l'esperto.

I sottomarini di classe Virginia sono meno rumorosi ed hanno sistemi di rilevamento idroacustico migliori di "Severodvinsk", suppone l'analista. A favore del sottomarino russo gioca la sua reattività rapida: K-560 risponde più rapidamente alla comparsa improvvisa di obiettivi grazie ai missili da crociera.

Secondo l'esperto, i sonar dei sottomarini americani in generale garantiscono un vantaggio sugli avversari russi. Allo stesso tempo, dalla fine della guerra fredda, gli Stati Uniti non dedicano la dovuta attenzione alla modernizzazione della flotta, dopo gli attacchi del 9/11 la situazione si è ancor più aggravata e il vantaggio incondizionato navale sulla Russia non c'è più, ritiene l'editorialista di The National Interest.

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