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Nord Stream 2, la punizione all’Ucraina di Russia e Germania

© Sputnik . Igor Zarembo / Vai alla galleria fotograficaNord stream 2
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Gazprom non vuole realizzare il Nord Stream 2 per scopi commerciali, ma per fini geopolitici. Lo scrive il Financial Times.

Dalla parte del progetto, a quanto pare, si sono schierati anche politici tedeschi guidati dal cancelliere Angela Merkel. Essi ritengono che il nuovo gasdotto "eliminerà i rischi del transito", facedndo riferimento agli eventi del 2006 e del 2009, quando l'Europa per qualche tempo è stata privata delle forniture di gas russo a causa degli attriti tra Mosca e Kiev.

L'ex ambasciatore bulgaro in Russia Iliyan Vasilev ritiene che l'idea dell'auto-finanziamento del progetto sia un "eccesso di ottimismo", vista la situazione finanziaria di Gazprom.

Questa situazione, insieme all'avanzamento del Turkish Stream, dimostra che la politica di esportazione della società russa è dettata da considerazioni geopolitiche, piuttosto che politici — sottolinea il FT. L'iniziativa di Gazprom ha soprattutto lo scopo di privare l'Ucraina dello status di paese di transito entro il 2019, quando scadrà l'accordo con Kiev.

Questo punto di vista è condiviso dal commissario europeo per l'Energia Maros Shefkovich che ha definito il gasdotto una sorta di "punizione" per l'Ucraina. Secondo lui, il Nord Stream 2 è in contrasto con la creazione di una nuova alleanza di energia alla quale l'Ue aspira.

Vasilev pensa che la Russia abbia una più seria motivazione: la costituzione di una "alleanza strategica" con la Germania, potenziale hub per le forniture del gas russo in Europa.

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