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Leader della diaspora araba in Brasile commenta il viaggio in Siria, la guerra e Assad

© REUTERS / Omar SanadikiBandiera della Siria, Damasco
Bandiera della Siria, Damasco - Sputnik Italia
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Nell'intervista esclusiva di Sputnik Brasil, Aziz Jarjour, presidente dell'organizzazione americano-araba in Brasile e nel continente americano ha parlato delle sue impressioni sulla Siria dilaniata dalla guerra e dell'incontro col presidente Bashar Assad.

Uno dei più importanti rappresentanti al di fuori del mondo arabo della diaspora Siriana-Libanese in Brasile, ha visitato la Siria portando aiuti umanitari alla nazione: sette autoambulanze e 150 sedie a rotelle.

"La nostra federazione rappresenta quasi 20 milioni di discendenti arabi, i quali vivono nel nord, nel centro e nel sud America. Molti di loro sono arrivati qui senza niente, si sono ben integrati nel tessuto sociale locale, ma non hanno mai perso il contatto con la Patria. In questo noi vediamo il nostro principale obiettivio: aiutare i compatrioti che si trovano in una situazione difficile".

"Quelli che noi vediamo in Siria che combattono non sono Siriani. Si tratta principalmente di "sciacalli", mercenari di più di 80 nazionalità diverse. Essi perseguono i propri obiettivi personali, i quali sono ben lontani da quelli della guerra civile. Non ci sono Siriani che combattono con Siriani, ci sono solo Siriani che combattono contro degli stranieri".

Bashar Assad è un uomo molto sicuro, equilibrato e posato. E' uno statista conscio della responsabilità che grava su di lui. Egli combatte per la sua Patria e per la sua nazione".

 

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