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«Volpe a pedali» si innamora di Mosca

© Foto : fornita da Rita SozziIl cattedrale di San Basilio nella Piazza Rossa, Mosca
Il cattedrale di San Basilio nella Piazza Rossa, Mosca - Sputnik Italia
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Rita Sozzi, insegnante e giornalista di 25 anni ha raggiunto la capitale russa! Un mese di viaggio, più di 3100 chilometri, otto nazioni attraversate in sella alla sua bicicletta (Italia, Svizzera, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Polonia, Bielorussia e Russia) e il sogno della giovane italiana è finalmente diventato realtà.

Rita Sozzi ha raccontato a Sputnik-Italia delle sue vacanze a pedali.

— Cosa ti ha ispirato a fare questo viaggio così affascinante?

© Foto : fornita da Rita SozziRita Sozzi, insegnante e giornalista
Rita Sozzi, insegnante e giornalista - Sputnik Italia
Rita Sozzi, insegnante e giornalista

— Viaggio in bici da qualche anno ormai, perché ho scoperto che solo la lentezza permette di assorbire appieno la cultura di un paese; puoi stare a contatto con la strada, con la luce, con i profumi, il vento e la terra… Ma soprattutto con la gente. Mosca rappresenta per me una città simbolo. E' il luogo che ha raccolto il Logos bizantino ed è diventata culla di quell'Europa sfuggita ai "barbari". Sono laureata in lettere antiche, insegno greco e latino. La ricerca degli "ombelichi" della classicità mi affascina da sempre. La Russia ha poi su di me un fascino irresistibile. Ha respinto Napoleone e Hitler, ha vissuto la Rivoluzione, ha dettato la storia di mezzo mondo nel "Secolo breve". Mi sembrano tutte ragioni più che valide per pedalare 3000km!

— Raccontaci per favore delle tappe della tua avventura su due ruote? Che tipo di persone hai incontrato? Hai avuto i momenti di difficoltà?

— Ho attraversato, oltre all'Italia, 7 nazioni: Svizzera, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Polonia, Bielorussia e un pezzettino di Russia. Nel percorso ho tentato di includere tutte le città e i luoghi culturali e naturalistici che mi interessavano: le Alpi, l'Inn e Innsbuck, Passau il Danubio, la Selva Boema, Praga, Breslavia, Varsavia, la foresta originaria Grodno, Minsk, Katyn, Smolensk… Ho seguito l'itinerario della ritirata napoleonica e quello dell'avanzata nazifascista, trovando tracce di questi due grandi e tragici capitoli della storia. Tracce scritte con il sangue e rimaste tra i tronchi e le spighe. Ho incontrato persone meravigliose e nessun malintenzionato. Ricordo, ad esempio, mama Lejla, una signora gentilissima e dolce come i suoi dolci al miele appena sfornati. E' di origine tartara e vive in Polonia, al confine con la Bielorussia, in un paesino in mezzo ai boschi che vanta la più antica moschea di legno della nazione, Kruszyniany. Mi ha accolta in casa sua come fossi sua figlia, in una notte nera di pioggia e vento. O ancora Sergej, occhi azzurri e tenuta mimetica, che mi ha dato un passaggio da Smolensk a Vyazma quando la mia bici era fuori uso, con una bontà d'animo che il viso spigoloso non lasciava intuire. Negli ostelli ho incontrato ragazzi da tutto il mondo, anime nomadi come me, chi con una chitarra, chi con un libro, chi con il cuore infranto, ciascuno con tante storie da raccontare. E a Mosca ho conosciuto Ilya, nato sul Volga, ex musicista; nei giorni è nata una profonda amicizia che potrebbe essere un'ottima scusa per tornare a Mosca!

© Foto : fornita da Rita SozziSmolensk
Smolensk - Sputnik Italia
Smolensk

Di momenti difficili ce ne sono stati solo alla fine. Certo, la stanchezza e la fatica sono compagne di viaggio che ti seguono come un'ombra vischiosa. Ma fa parte dell'avventura. A tre giorni dall'arrivo ho invece forato la gomma posteriore ben tre volte e, prima, non ho trovato negozi che vendessero ricambi per bici, poi, una volta trovato, ho scoperto che in Russia si usano pezzi non compatibili con la mia bici. Mi sono dovuta arrangiare per riparare la Signora (la bici appunto) alla buona, armata di brugole, coltello, colla e tanta pazienza… Ma ce l'ho fatta!.

— Come ti ha accolta Mosca?

— Mosca mi ha accolta con tutti gli onori, nella sua bellezza mozzafiato. Certo, le strade sono trafficate e spesso pericolose. Ma che spettacolo è questa capitale meravigliosa! Mi sono avvicinata al cuore della città partendo dalla Collina Poklonnaja, in una lenta discesa verso il Cremlino, passando per la Vecchia Arbat. Mosca mi ha colpita per i suoi ossimori: è caotica ma al contempo ordinata, piena di gente ma vastissima negli spazi immensi, crocevia tra Oriente e Occidente, una Parigi grandiosa e più complessa, nella sua stratificazione storica. E' un mondo in miniatura, ma nemmeno troppo. Ogni passo è uno sguardo di ammirazione: palazzi, chiese, architetture moderne, piazze e parchi, ma anche artisti di strada, musica e fontane… Non ci si può annoiare a Mosca: troppa bellezza da vedere e conoscere, tutta insieme. Per non parlare dei musei, nei quali ho speso metà del mio tempo! Ma anche una semplice passeggiata sulla Moscova basta a dare l'impressione di questa Europa così lontana e così vicina. La Terza Roma è un nome più che azzeccato. Mi sono anche commossa di fronte ai manoscritti medievali del Cremlino, alle icone e a tutta la cultura che è stata prodotta in questa terra fertile. I moscoviti mi sono parsi persone assolutamente educate, civilissime, rispettose dei luoghi e delle persone. Certo devono subire l'incessante flusso di turisti, ma non hanno perso la loro "umanità" e sanno godersi la propria città senza troppi attriti con le folle di stranieri.

— Ci sono tanti stereotipi nell'Occidente sulla Russia. Hai cambiato il tuo parere sul nostro paese dopo questo viaggio?

Un biker volteggia sulla Piazza Rossa - Sputnik Italia
Dammi una vespa... e ti porto in vacanza in Russia!

— Decisamente sì: in Italia spesso si pensa ai Russi come persone fredde, chiuse e talora persino scontrose o maleducate. Io ho invece fatto esperienza del contrario: soprattutto in ostello, dove mi sono trovata a stretto contatto con varie famiglie russe, ho conosciuto persone affabili, estroverse, pronte sempre a scambiare due parole, condividere una tazza di tè e dell'halva e ridere insieme, o ad aiutarsi, se c'è bisogno. Anche lo stereotipo del russo ubriacone deve essere sfatato. A Mosca non ho mai incontrato nessuno, per le strade o in ostello, che fosse anche solo alticcio. Sicuramente quello dell'alcool è un problema, ma non così grave e diffuso come si crede in Italia.

 Hai notato che Mosca è diventata una città molto bici-friendly?

— Se devo essere sincera, per città bike-friendly intendo un'altra cosa… Mettiamola così: non sono stata investita e tanto basta! Il traffico moscovita è impressionante e certo non invoglia a pedalare per le strade del centro. E anche gli attraversamenti pedonali sotterranei (con le scale e le rampette) non sono il massimo per un ciclista. E' invece piacevole la zona lontana dal centro, come quella di Ramenki (credo si chiami così), dotata di piste ciclabili e attraversamenti sicuri. Una parola positiva va sicuramente spesa per i parchi: sono bellissimi, tenuti in maniera perfetta, con tutti i comfort e meravigliosi per chi vuole pedalare nel verde.

— Questo viaggio è stato seguito dai tuoi fan sul social network? Come hanno reagito ai tuoi post dalla Piazza Rossa?

Una strada russa - Sputnik Italia
Dammi una vespa... e ti porto in vacanza in Russia! (seconda parte)

— Sì, in tanti si sono appassionati alla mia folle avventura e al personaggio della "Volpe a pedali", mio alter-ego, che con la "Signora", la bici, ha attraversato mezza Europa. Su Facebook postavo le foto, mentre sul blog il resoconto quotidiano, ironico ma anche denso di spunti storici e culturali. E' stato molto apprezzato e io non posso che ringraziare tutti coloro che mi hanno seguita e sostenuta. Quando sono finalmente arrivata hanno tutti esultato, meravigliati dalla bellezza della Piazza e stupiti dal traguardo raggiunto. Una volta a Mosca ho anche dato vita a un piccolo quiz: ogni giorno postavo una foto della bici vicino a qualche monumento, chiedendo di indovinare quale fosse. Tanti italiani sono stati in Russia ed hanno partecipato, indovinando quasi sempre!.

— Sei stata solo a Mosca? Russia è un paese quasi sconfinato. Stai per caso programmando un tour dedicato solo alla Russia?

— Purtroppo sì, sono stata solo a Mosca per motivi logistici e di tempo. Ma è un ottimo motivo per aver già in mente un ritorno. San Pietroburgo resta come meta per un prossimo viaggio (magari non in bici, magari con la mia famiglia). Invece mi frulla in testa un'idea ancor più folle, da realizzare in bici: la Transiberiana. Potrei tornare a Mosca in aereo, e da lì partire verso Oriente. L'anno prossimo, d'estate. Più ci penso, più sento il richiamo di questa nuova avventura.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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