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E se l’Italia uscisse dall’euro?

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15 anni orsono dalla nascita dell’euro, ma in Italia c’è poco da festeggiare. Il tasso di disoccupazione giovanile si aggira intorno al 40%, la crescita tanto decantata dai telegiornali sembra un miraggio. Il tanto sognato euro, oggi come non mai, torna in discussione. E se l’Italia uscisse dall’euro?

Quello che per molti era un sogno, è diventato una sorta di trappola. La ripresa economica e la crescita sembrano solamente una favola stando ai media italiani, la stampa estera al contrario parla di una disastrosa avventura dell'Italia con l'euro. Secondo l'Economist, che a luglio ha dedicato la sua copertina al Belpaese, sarà proprio l'Italia con le sue banche a provocare una crisi europea.

Le opposizioni italiane ribadiscono la necessità di un'uscita dall'eurozona e l'opinione pubblica è sempre più scettica nei confronti della moneta unica.

"Se l'Italia uscisse dall'eurozona, l'euro non esisterebbe un secondo di più" sottolinea in un'intervista a Sputnik Italia Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord.

— Diversi economisti sostengono che l'uscita dall'euro rappresenta dei pericoli per l'Italia. Borghi, secondo lei non si corre alcun rischio?

© Foto : fornita da Claudio BorghiClaudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord
Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord - Sputnik Italia
Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord

—  Non ci sono particolari rischi per l'Italia se le cose vengono fatte nella maniera corretta. Ci potrebbero essere dei rischi nei confronti di un Paese terzo detentore del debito italiano. La conversione di tutti i titoli della nuova moneta comporterà che rispetto alla parità dell'euro alcune delle monete della nuova Europa varranno di più e altre di meno rispetto all'Euro. L'Italia probabilmente starà nella categoria di monete che varranno di meno rispetto all'euro. Questa è una cosa normalissima, non è una conseguenza devastante. Si pensi per esempio ai detentori esteri di debito pubblico inglese. Il fatto che la sterlina si sia svalutata negli ultimi tempi comporta che chi ha dei crediti nei confronti con la Gran Bretagna, li abbia visti diminuire di valore rispetto alla sua valuta. Nessuno protesta e ne fa un dramma.

Anche l'euro si svaluta rispetto al dollaro, quindi i crediti di un cittadino americano, quando l'euro è fortemente svalutato rispetto al dollaro, valgono di meno.

— Uscire dall'euro non significherebbe uscire dall'Unione europea, giusto? Si tratterebbe solamente di riprendersi la propria economia?

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Uscire dall’Euro sarebbe davvero un dramma per l’Italia?

—  Effettivamente le due cose non sono collegate. Ci sono autorevolissimi giuristi che dimostrano come sia assolutamente possibile uscire dall'euro senza necessariamente uscire dall'Unione europea. Questo secondo passaggio dovrà essere valutato. Io sono personalmente convinto che un'Unione Europea fatta di Stati liberi e sovrani, ognuno con la propria moneta, sarebbe differente rispetto quella attuale e potrebbe essere gestita molto meglio.

Abbiamo visto con la Brexit che anche l'uscita dall'Unione europea non porta a nessun dramma.

— Perché i media italiani non fanno altro che parlare di crescita e il governo non vuol sentir parlare di uscire dall'euro? Perché non si vuole ammettere che ci sia crisi economica?

—  Oramai si fa sempre più fatica a negare il fallimento dell'economia legata alla moneta unica. Sono state dette tante bugie in passato e tanta gente ha investito su questo progetto tutta la sua carriera che non ammetterà mai di aver commesso un errore, anche perché la conseguenza sarebbe gravissima.

Pensiamo se venissero addebitate tutte le conseguenze della crisi a chi ha sostenuto quest'idea? Una persona dovrebbe farsi carico anche di sofferenze e suicidi. Non credo che sia ora facile ammettere di aver sbagliato, anche quando ormai è chiaro.

— Qualora l'Italia uscisse dall'eurozona che effetto provocherebbe all'interno dell'Europa?

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—  Mi sembra abbastanza evidente che se l'Italia uscisse dall'eurozona, l'euro non esisterebbe un secondo di più. Il fatto che un Paese a scelta fra i principali Paesi dell'Unione europea decida di uscire dall'euro comporta la matematica certezza della dissoluzione della moneta. Potrebbe esserlo nel caso di un altro Paese anche piccolo. Un Paese qualsiasi, penso alla Finlandia, decida di uscire dall'euro, avendone poi i vantaggi, dimostrerebbe che non è un dogma né un tabù e che si può tornare liberi senza avere conseguenze, tassello finale dopo la Brexit. Manca la dimostrazione, per ora, che ci sia vita al di fuori dell'euro.

— La Brexit ha sfatato il mito dell'impossibilità di lasciare progetti importanti come l'Unione europea?

—  Esattamente, sarebbe oltretutto da lezione perché era un mito costruito con una marea di bugie che, alla prova dei fatti, sono cadute.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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