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L’uomo-orso racconta a Sputnik i retroscena del nuovo film russo «Guardians»

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Il film «Guardians», la cui anteprima è prevista per dicembre 2016, racconterà dei supereroi dell’organizzazione segreta sovietica «Patriot», che protegge il paese da tutti i tipi di minacce. Tuttavia, la pellicola è ambientata nel presente, quando i quattro supereroi protagonisti si uniranno per affrontare un vecchio nemico.

Anton Pampushny, che impersonerà l'uomo-orso Arsus, ha parlato a Sputnik del suo ruolo e della sua opinione sul film.

— Anton, come ti sei calato nel personaggio? Ti sei allenato direttamente con gli orsi per interpretarne uno?

— È stata una storia terribile! Sono andato in Siberia e per quattro mesi ho lavorato e mi sono allenato con gli orsi. Prima loro hanno studiato me, poi ho studiato loro. È stata dura, ma alla fine l'immersione nel ruolo è avvenuta.

— Hai recitato tutto da solo o sei ricorso a delle controfigure? Qual è stata la parte più difficile che hai dovuto recitare?

— Molte parti le ho recitate io stesso; niente di pericoloso: correre, saltare, combattere. Ricordo quando stavamo girando le riprese della battaglia tra persone e orsi. Pioveva. Era terribilmente sporco, bagnato, scivoloso. È stato molto difficile, ma ci siamo riusciti e nessuno si è fatto male.

— Molti credono che «Guardians» sia la variante russa dei film dei Marvel Studios. È vero?

— Non capisco chi abbia iniziato questo gioco di domande e risposte, ma non cerchiamo di fare parodie, né di rispondere alla Marvel. Questa è una grande industria. Abbiamo fatto quello che volevamo fare. È stata una nostra idea. Abbiamo naturalmente sfruttato qualche stereotipo: l'uomo-orso, per esempio. Intendiamo presentare in ogni personaggio un pezzo della sua terra. Io non lo considero una risposta alla Marvel.

— A cosa pensi che assoceranno l'orso gli occidentali?

— In realtà, l'orso non è soltanto un simbolo russo; lo è anche della città di Berlino. Credo che sia uno stereotipo e lo usiamo per la ragione che è facilmente riconoscibile. Pertanto, mi sembra sia stata una mossa saggia. Quello che dobbiamo e che soprattutto possiamo fare è cambiare questo stereotipo. Trasformare la sua figura spaventosa in un personaggio simpatico e talvolta divertente e affascinante.   

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