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Gli USA chiamano provocatori gli altri, ma non badano alle loro azioni

© AFP 2021 / Mandy HunsuckerCacciatorpediniere Ross della Marina USA
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Gli USA accusano la Russia e altri paesi di condotta provocatoria, quando sono loro i veri provocatori. Lo scrive il National Interest.

L'autore dell'articolo, Ted Galen Carpenter, richiama l'attenzione sulla situazione contraddittoria nella quale l'esercito americano opera fuori dal suo territorio, ma accusano di essere provocatori quei paesi che si trovano nella zona d'interesse in cui sono capitati.

"Questo è un tema con il quale ci scontriamo molto spesso: le azioni militari degli USA in ambito internazionale non solo devono essere accettate, ma devono pure stare fuori da ogni questione o critica", scrive Carpenter.

In qualità di esempi l'autore riporta la situazione della Russia in Siria e nei Paesi Baltici, dell'Iran nel Golfo Persico, e della Cina nel Mar Cinese Meridionale.

Washington e i media hanno soprattutto condannato Mosca per il suo intervento militare nel conflitto siriano, anche se in questo contesto la sua partecipazione non è da considerare semplicemente normale, ma inevitabile.

"I falchi statunitensi ritengono scandalosa l'interferenza della Russia nel conflitto, nonostante il fatto che la Siria si trova a meno di un migliaio di chilometri dal confine meridionale della Russia, e che la famiglia Assad sia stata per decenni un cliente politico russo", scrive Carpenter.

Nei Paesi Baltici gli USA si attengono alla stessa regola dei due pesi e due misure. Washington si è più volte lamentata del fatto che le navi e gli aerei russi creano problemi alle imbarcazioni statunitensi, probabilmente ai suoi funzionari non è mai venuto in mente che Mosca ha tutte le ragioni per considerare un minaccia la presenza degli americani nei pressi dei confini russi — sottolinea l'autore.

"La posizione, secondo la quale l'attività militare degli USA non è provocatoria, si manifesta anche quando le truppe americane operano in prossimità di altre grandi potenze".

Allo stesso modo Washington si comporta nel Mar Cinese Meridionale, a migliaia di chilometri dal suo territorio. In questo caso, gli USA definiscono "pericolose, provocatorie e inaccettabi" le operazioni dell'Aeronautica e della Marina militari della Cina, anche se questa zona è più vicina alla Cina che agli USA.

Nel Golfo Persico ad agosto si è verificato un incontro ravvicinato tra alcune imbarcazioni militari iraniane e una torpediniera americana.

La Casa Bianca ha subito liquidato l'incidente come una "incredibile provocazione".

"Sembra che nessuno si sia chiesto perché non è stata considerata una provocazione da parte degli USA l'invio di una torpediniera pesantemente armata (insieme ad altre navi da guerra) a sei mila miglia dal suo territorio ad operare a poche miglia dalla costa iraniana", osserva Carpenter.

Secondo lui, il governo americano e i media devono farsene una ragione se altri paesi non considerano amichevoli le azioni degli USA.

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