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La reazione dell’ambasciata russa alla fornitura di armi della Lituania all’Ucraina

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La fornitura lituana alle autorità ucraine di circa 150 tonnellate di munizioni sullo sfondo dell’entrata in vigore del regime di tregua nel Donbass desta allermanti preoccupazioni. Lo riferisce un comunicato stampa diramato oggi dall’ambasciata della Russia a Vilnius.

In precendenza la Lituania aveva ceduto all'Ucraina le munizioni inutilizzate dalle forze armate.

"Questa tendenziosa decisione di Vilnius contransta con gli sforzi multilaterali internazionali per l'attenuazione della situazione nel Donbass nel quadro degli accordi di Minsk. La Russia ha più volte segnalato l'inammissibilità di questo genere di azioni da parte dei nuovi membri della NATO, che non fanno altro che aggravare la situazione e aizzare Kiev all'uso della forza per risolvere i problemi politici", si legge nel comunicato.

L'ambasciata ritiene che in questo caso la Lituania abbia violato i vincoli dell'accordo internazionale sul commercio di armi e la "posizione condivisa" dall'UE sul controllo delle esportazioni della tecnologia e delle attrezzature militari.

Nel comunicato si evidenzia che le violazioni di Kiev delle regole e delle norme sull'impiego delle armi nel conflitto interno sono state messe in luce sia dall'ONU che dalle organizzazioni in difesa dei diritti umani.

L'ambasciata ha sottolineato che gli stati membri dell'UE, valutando la possibilità di esportare armi, dovrebbero tenere in considerazione le attività precedenti del paese acquirente per quanto riguarda la sua conformità con i vincoli internazionali, in particolare per quanto riguarda l'uso della forza e i diritti umani.

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