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Je ne suis pas Charlie Hedbo

© East News / WOJTEK LASKICharlie Hebdo
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La libertà di stampa è una cosa, fare della satira su chiunque e su qualsiasi cosa senza il minimo ritegno e soprattutto senza il rispetto del prossimo non è giornalismo ne editoria, ma solo indecenza e non rispetto per il prossimo.

Morti come strati di lasagne, un mix di satira orrenda (fatta sulle spalle di 295 morti) e di pregiudizio verso l’italiano e l’italianità con quel “strati di lasagne”, persone paragonate a cibo, a strati, come quelle che sono morte sotto le loro le case; e i pompieri, la protezione civile e tutti coloro che hanno aiutato a salvare i superstiti chi sarebbero? Besciamella o formaggio grattugiato, o perché no diciamo direttamente parmigiano giusto per restare in tema.

No, questo non è giornalismo, non è editoria, non è arte, non è niente se nonché un’offesa gratuita a chi non c’è più, a chi è morto in un tragico evento. È bene sottolineare che l’attentato del 7 gennaio 2015 alla sede del giornale deve essere considerato un atto orrendo e da condannare senza minimi termini, e giustificata e lodevole fu la solidarietà di tutte le cariche istituzionali del mondo più importanti, tra cui il presidente Vladimir Putin, ma anche la lega araba, il governo turco e quello spagnolo, e anche il Consiglio di sicurezza ONU.

​La domanda che ovviamente passò in secondo piano, in quel periodo così confuso e concitato, fu il movente che portò i terroristi islamici ad uccidere brutalmente 12 persone, tutti lavoratori del giornale. Ebbene, il movente furono quelle famose immagini che deridevano la figura di Maometto, che ripubblicò il 9 Febbraio 2006 e poi ne fece di nuovo a Novembre 2011, con Maometto che dice "100 frustate se non muori dalle risate"; in ambo le situazione le vignette scatenarono forti proteste fra il mondo islamico che chiese che le immagini vengano ritirate. Ebbene oggi l’Italia sta facendo qualcosa di simile, basti citare le parole del ministero degli interni Angelino Alfano il quale ha ben pensato di consigliare ai vignettisti di Charlie Hedbo dove mettere le loro matite; invece il giornale il Tempo ha dedicato una contro vignetta raffigurante dei terroristi che sparano su alcune persone aventi in mano lo striscione con su scritto Charlie Hedbo, nella didascalia invece c’è scritto:” cari francesi, una vignetta così vi avrebbe fatto ridere?”.

Tutte reazioni che per forza e intensità, non possono tuttavia essere paragonabili ai messaggi d’affetto, a quel famoso Je suis Charlie che aveva tempestato tutti i social network, ed infine la marcia dei leader europei e di molte autorità mondiali che commemorò la morte di 12 vignettisti innocenti, tanto innocenti quanto le 295 vittime del terremoto. Questa la frase riportata nell’altra vignetta: “Le case non le ha costruite Charlie Hedbo ma la mafia”, a dimostrazione del disprezzo e della superficialità e soprattutto il tatto che alcuni “vignettisti” hanno avuto nel commemorare le vittime del terremoto.

Detto questo la domanda che sorge spontanea è:

E questa la libertà che tanto il mondo occidentale vanta e difende? Che tipo di valori sta abbracciando l’attuale società? 

Libertà significa non oltrepassare quella della persona che ci sta di fianco, significa rispettare il prossimo e comportarsi come vorremmo che chi ci sta intorno si comportasse con noi. Bisogna indignarsi contro queste vignette perché questo è anti-giornalismo, è anti-satira, è tutto ciò che non rappresenta i valori fondanti dell’Europa Occidentale e le basi sulle quali è costruita l’Europa attuale.

© Sputnik . Vitaly PodvitskyBikini contro burkini
Bikini contro burkini - Sputnik Italia
Bikini contro burkini

Di recente il congresso ONU si è pronunciato contro il divieto di indossare il burkini in Francia perché lede i diritti dei musulmani, e invece queste persone che si permettono di provocare sulla morte di persone innocenti per soldi (perché ogni copia venduta è un introito) non lede i diritti di nessuno? Libertà di informazione e di stampa significa lasciare pari opportunità di espressione fra persone che la pensano in maniera diversa o che vedono i fatti da un determinato punto di vista, ma francamente in queste vignette non si riesce a percepire né un pensiero o un ragionamento, ma solo stupidità e fango sul dolore di tutti i familiari delle 295 vittime e di tutti coloro che hanno perso qualcosa in quel terremoto e che ora sono costretti a vivere in tende aspettando un futuro che si preannuncia duro e insidioso. In fine è doveroso sottolineare che una nazione, un governo che approva determinati giornali e non ne chiede o promuove la chiusura, è solo complice e non vittima. 

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