Per il Cremlino non ha futuro la retorica delle sanzioni contro la Russia

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Come prima Mosca non considera costruttiva la retorica delle sanzioni: non aiuta a risolvere i problemi, ha riferito ai giornalisti il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.

"In generale non intavoliamo trattative sulle sanzioni, non parliamo di come alleggerirle. Non crediamo questa retorica costruttiva, stimolante e benefica per la soluzione di qualsiasi problema," — ha detto Peskov ai giornalisti.

Ieri il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha esteso la lista delle sanzioni, includendo altre 20 aziende e 17 persone fisiche russe.

In particolare sono finite nella blacklist le società controllate da "Gazprom" e "Bank of Moscow", così come le aziende coinvolte nella costruzione del ponte in Crimea.

Le relazioni tra Russia e Occidente sono peggiorate per il conflitto in Ucraina e la riunificazione con la Crimea. Alla fine del luglio 2014 l'Unione Europea e gli Stati Uniti sono passate dalle sanzioni individuali a misure afflittive contro interi settori dell'economia russa.

In Occidente hanno più volte affermato che le sanzioni saranno abolite solo quando verranno pienamente realizzati gli accordi di Minsk sul conflitto del Donbass.

Il Cremlino ritiene assurdo il legame delle sanzioni occidentali con l'attuazione degli accordi di Minsk, dal momento che la Russia non è parte del conflitto e non è oggetto degli obblighi derivanti dalle misure per la risoluzione della crisi ucraina.

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