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ONU, armi chimiche: Russia e Cina diranno no a sanzioni Occidente contro Damasco

© Sputnik . Michael Alaeddin / Vai alla galleria fotograficaEsercito siriano
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La Russia e la Cina molto probabilmente eserciteranno il diritto di veto sulla risoluzione riguardante le sanzioni contro la Siria in merito ai casi di impiego di armi chimiche contro i civili, se verrà presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dai Paesi occidentali.

Lo ha riferito a RIA Novosti il direttore del Centro sulle previsioni militari Anatoly Tsyganok.

La scorsa settimana il meccanismo congiunto per le indagini delle Nazioni Unite e dell'OPAC (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, ndr) ha presentato il rapporto sull'inchiesta di 9 casi, in cui si conclude che le forze governative sono colpevoli di 2 attacchi, mentre i terroristi del Daesh solo di uno. Martedì al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è svolto un dibattito sul rapporto. Alcuni Paesi, tra cui i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Francia e Regno Unito, hanno sostenuto la necessità di imporre sanzioni contro il governo siriano.

"Quando si pensa di introdurre le sanzioni, tutti si dimenticano che la Russia è un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e molto probabilmente eserciterà il diritto di veto. E' inoltre probabile che il veto non sia esercitato solo dalla Russia, ma anche dai cinesi. Pechino sta costruendo la propria strategia nelle relazioni con gli Stati Uniti, la Russia e la Siria. Per quanto mi è noto, negli ultimi 6 mesi gli esperti cinesi si sono recati in visita in Siria, dal momento che almeno il 15% delle armi di Assad è di fabbricazione cinese", — ha osservato l'esperto.

Tsyganok ha preso atto che precedentemente gli esperti delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti sull'eliminazione delle armi chimiche in Siria avevano dichiarato che nel Paese erano state distrutte tutte le scorte, mentre ora fanno sapere che queste armi si trovano nel Paese e sono a disposizione delle forze governative.

"Sono una mascalzonata le dichiarazioni secondo cui Assad userebbe le armi chimiche. Ci sono state molte informazioni sul fatto che le armi chimiche venivano fabbricate in Turchia, e che dalla Turchia provenivano le testate siriane. Le testate chimiche non sono utilizzate con munizioni di artiglieria, ma con lanciarazzi artigianali. Quando i militari russi e siriani trovano queste armi, si dichiara che sono state fatte artigianalmente; la motivazione è semplice: non appena la Russia è entrata nel conflitto in Siria, è diventato di moda in una certa misura calunniare… rimproverare la Russia è diventato una tendenza popolare. Ora si cerca di affrontare un altro problema: come cercare di accusare l'esercito siriano di provocazioni contro la popolazione civile", — ritiene l'esperto.

Ha sottolineato che la guerra civile dura da molti anni in Siria ed ha catturato l'attenzione solo dopo che si è saputo che nel territorio siriano sono stati scoperti dei giacimenti petroliferi, pertanto gli Stati Uniti e gli altri Paesi occidentali hanno maturato interesse per questo Paese.

"L'Occidente ha deciso di prendersi tutte le riserve di petrolio. La guerra non è tanto un conflitto interno, ma è motivata dal petrolio," — ha osservato l'esperto.

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