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Dottori: “Cedere ai ricatti di Erdogan non paga”

© AFP 2021 / ADEM ALTAN Sciarpe con l'immagine di Erdogan
Sciarpe con l'immagine di Erdogan - Sputnik Italia
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L’incontro tra Putin e Erdogan è il merito della diplomazia russa. I resultai della faccia a faccia tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno lasciato perplesso il mondo occidentale.

"La Russia rimuoverà gradualmente le sanzioni verso la Turchia", ha sottolineato Putin.

"La Turchia è pronta a fornire gas russo all'Europa rilanciando il progetto per la realizzazione del gasdotto Turkish Stream", ha dichiarato il presidente turco Erdogan nella conferenza stampa.

Sputnik-Italia ha raggiunto Germano Dottori — politologo, Cultore di Studi strategici presso la Luiss-Guido Carli di Roma per capire che effetto potrebbe avere il rilancio del dialogo tra Mosca e Ankara sui rapporti tra Turchia e l'Unione Europea.

— Come valuta i resultati dell'colloquio tra Putin e Erdogan?

© Foto : fornita da Germano DottoriGermano Dottori
Germano Dottori - Sputnik Italia
Germano Dottori

— Il riavvicinamento della Turchia alla Russia è stato un grande successo della politica estera russa e della sua fermezza. Precede il tentativo di colpo di stato e secondo me lo spiega anche. Ritengo che l'imposizione delle sanzioni contro Ankara sia stato il fattore decisivo nel ricondurre il leader turco a fare marcia indietro. Si tratta anche di una grande lezione per la diplomazia dell'UE, invece molto debole nei confronti di Erdogan. Cedere ai ricatti non paga.

— Durante l`incontro è stato di nuovo rilanciato il progetto  di realizzazione del gasdotto Turkish Stream. Questo progetto potrebbe essere vantaggioso per l'Europa?

— Servirebbe soprattutto ai Paesi meridionali dell'UE, anche se il South Stream sarebbe meglio. La vera partita si gioca però sul metano persiano. Gli americani vogliono che arrivi sulle coste mediterranee della Turchia, in modo tale da offrire agli europei un'alternativa a quello russo nel caso in cui Mosca attuasse un embargo.

— Dopo il riavvicinamento tra la Russia e la Turchia, la Bulgaria, che sulla richiesta dell'Ue ha stracciato il contratto con la Russia sul gasdotto South Stream, ha dichiarato  il possibile rinnovo dei progetti energetici congelati, tra cui il gasdotto "South Stream". Perché Bulgaria ha cambiato la sua posizione?

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— I bulgari stavano da tempo considerando questa possibilità. Il punto è che il Nord Stream avvantaggia la competitività dell'industria tedesca. Gli altri partner dell'Unione vogliono avere eguali opportunità.

— Per alcuni osservatori il riavvicinamento tra uno dei principali sostenitori dei ribelli e il più potente alleato del governo di Bashar al Assad avrebbe potuto aprire la strada a una soluzione diplomatica. Si può sperare che dopo il rilancio del dialogo tra la Russia e la Turchia lo scenario siriano possa cambiare?

— A me pare che la Turchia si stia notevolmente indebolendo, circostanza da salutare con favore dato il ruolo svolto da Ankara nel destabilizzare il Medio Oriente. Erdogan si è riavvicinato a Mosca. Ma aerei russi ora decollano anche dall'Iran per bombardare gli alleati della Turchia in Siria. Se lo sono meritati! Comunque è cruciale un'intesa tra le potenze coinvolte per arrivare ad una nuova Dayton che metta fine al conflitto.

— In questo momento Erdogan sta impetuosamente cercando di fare pace con tutti i paesi con i quali ha litigato nel passato. Prima era Israele, adesso Russia. Il presidente turco sta raccogliendo intorno a se gli alleati.  L'Occidente non  preoccupa il fatto che la Turchia sta creando un'asse alternativa?

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— A giudicare dalle reazioni che ha avuto, direi che preoccupa molto di più gli occidentali, o quanto meno li impressiona maggiormente, il fatto che l'Iran abbia concesso all'aviazione russa la possibilità di operare da una propria base. Pochi hanno compreso che gli accordi di Vienna hanno riconciliato l'Iran con la comunità internazionale, lasciandolo però libero di definire le sue alleanze.

— Perché l'Europa e gli Stati Uniti non hanno reagito al tentativo di golpe in Turchia? Si potrebbe dire che loro hanno fatto un errore strategico che cosi provocando l'avvicinamento tra Mosca e Ankara?  

— Il riavvicinamento tra Russia e Turchia precede il golpe, non lo segue. Ed è a mio avviso la chiave del fallito putsch, che è stato concepito da militari dell'Aeronautica, l'arma generalmente più filo-americana in tutti i paesi Nato. Gli Stati Uniti sapevano dei progetti golpisti e non li hanno ostacolati, pur esigendo che non vi fossero spargimenti di sangue. Il problema era ed è il posizionamento internazionale di un paese in cui gli Stati Uniti hanno anche delle testate nucleari.

— Alcuni giornalisti europei sostengo che questi errori sono stati fatti proprio perché l'Occidente semplicemente non ha capito il vero senso dei cambiamenti in corso in Turchia, né la mentalità del popolo turco (che nonostante tutto ha comunque sostenuto Erdogan). Condivide questa osservazione? 

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— Pochi comprendono che i turchi non si sentono affatto una marca di frontiera ma il centro di un potere imperiale, che vorrebbero irraggiare fino alla Mongolia, al Marocco ed al Corno d'Africa. Proprio per questo motivo, è essenziale moderarne le ambizioni. Uno o più Stati curdi alle sue frontiere sarebbero particolarmente utili a questo scopo.

— Come l'Europa dovrebbe costruire i suoi rapporti con la Turchia adesso, visto che sta criticando Erdogan per il suo comportamento da dittatore ma allo stesso tempo avendo una chiara consapevolezza che senza di lui l'Europa non risolverà mai il problema di immigrazione?

— L'Europa è debole. Migranti hanno ripreso ad arrivare in Grecia. Non avremo però grosse novità fino alle elezioni americane. Un'eventuale vittoria di Hillary Clinton renderebbe molto probabile un tentativo più strutturato di destabilizzare la Turchia, che si ripercuoterebbe anche sull'Europa. Con Trump, la posizione della Turchia potrebbe invece esser definita nel contesto di un grande accordo "di sistema" tra Mosca e Washington, con grandi benefici anche per l'UE.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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